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Cultura low cost: si può fare
dopo il successo di sabato scorso
il Centro G.Lucchi racconta come

Trecento sedie occupate e decine di persone in piedi, questi sono i numeri del successo raccolto lo scorso sabato sera con il concerto dedicato al ventennale della visita di Giovanni Paolo II a Crema. Una risposta che ha superato anche le aspettative del Centro culturale diocesano G.Lucchi, organizzatore e promotore dell’evento. Ciò che più ha colpito, soprattutto in tempo di crisi, è stata la capacità di realizzare un concerto di questa portata praticamente a costo zero e senza gravare né sulle casse comunali né sulla Diocesi. Oltre all’impegno e alla buona volontà, abbiamo chiesto al responsabile del settore musica del Centro G.Lucchi Marcello Palmieri quali sono stati gli ingredienti e le condizioni per realizzare cultura low cost e di qualità.

Eventi prestigiosi a basso costo: una sfida possibile?

“Nessuno vive nell’illusione di poter continuare a fare eventi senza soldi. Le risorse economiche servono eccome, soprattutto se si vuole dare progettualità e continuità ad una programmazione di eventi. Il nostro impegno è tuttavia quello di fare tanto con poco, di gestire oculatamente le risorse economiche e di valorizzare al massimo quelle umane, senza dimenticare che non siamo una qualsiasi associazione privata ma il centro culturale della diocesi, quindi non conta solo ciò che facciamo ma anche come operiamo.”

Com’è nata l’idea del concerto per Wojtyla in piazza Duomo?

“Più che ad un semplice concerto, abbiamo pensato di proporre una serata-testimonianza: la musica ha dialogato con le proiezioni di alcuni spezzoni della visita papale adeguatamente contestualizzati, in modo da far rivivere l’emozione del momento a chi era presente il 20 giugno 1992 e far conoscere il messaggio del Papa polacco anche a chi quel giorno non c’era, specialmente i più giovani”.

Parlando di cifre: quanto vi è costato il tutto?

“Se avessimo dovuto pagare tutto quanto per il suo valore reale, probabilmente 8000 euro non sarebbero bastati, eppure né comune né diocesi hanno sborsato un solo euro. Il concerto ci è stato offerto dal Conservatorio di Piacenza, e le spese vive sono state circa un terzo del valore stimato”.

Viene spontaneo chiedersi come sia possibile…

“La nostra filosofia è quella di collaborare con chiunque voglia proporci iniziative in sintonia con le nostre finalità istituzionali, prima fra tutte quella di portare la cultura cristiana fuori dalle chiese e renderla appetibile anche a chi non crede. Così teniamo sempre buoni rapporti e cerchiamo di dare la massima visibilità ai musicisti e più in generale a tutti coloro che desiderano collaborare con noi”.

Quindi tutta questione di sinergie e passaparola?

Le voci si diffondono, e spessissimo ci capita di essere contattati da validi artisti disposti a offrirci gratuitamente o a basso prezzo le loro prestazioni; si creano relazioni, collaborazioni, occasioni all’interno di un circolo virtuoso che vedo allargarsi sempre di più. E’ stato il Conservatorio di Piacenza a contattarmi e comunicarmi che avevano pronta la “Petite Messe Solennelle di Rossini” eseguibile a Crema anche gratuitamente”.

Valore della prestazione?

“Qualche migliaio di euro, compreso eventuali rimborsi per le spese di viaggio. Pensando a quale fosse l’occasione migliore per valorizzare il concerto e dar lustro agli esecutori mi è venuto in mente l’anniversario della visita del Papa; l’esito poi è sotto gli occhi di tutti”.

E per gli aspetti tecnici?

“Per montaggio e smontaggio del palco ci vogliono diverse persone e più ore. Qui è subentrata la collaborazione che il Centro Lucchi da tempo intesse con le associazioni d’Arma del territorio: alpini e marinai hanno assicurato la forza lavoro necessaria e reperito il camion per trasportare i moduli della struttura da Cremarena alla piazza.Stesso discorso per i pannelli della mostra, spostati dalla basilica di Santa Maria della Croce a piazza Duomo e riportati indietro domenica stessa. Luci, audio, video e proiezioni sono state pagate almeno la metà: se ne è occupata una ditta che ci segue spesso, che conoscendo la nostra cronica carenza di fonti e il prestigio dell’iniziativa ci è venuta incontro con grande disponibilità. La cena per i musicisti invece è stata offerta in oratorio dalla parrocchia di Santa Maria della Croce, che ha condiviso con noi le celebrazioni per il ventennale del Papa. I fondi utilizzati per service tecnico, stampa dei manifesti e noleggio dei due pianoforti sono stati reperiti da generosi sponsor, basta vedere la locandina e il numero di loghi presenti”.

Il mese scorso il ricordo della visita del Papa aveva diviso la città per noti motivi economici…

“Senza prendere posizione né alimentare polemiche per fortuna ormai sedate, posso solo dire che questo concerto ha comportato una grande responsabilità. In veste di G.Lucchi – Commissione diocesana per la cultura sentivamo l’esigenza di ricordare la visita di Giovanni Paolo II, ma eravamo terrorizzati dall’idea di riaprire una ferita che avrebbe vanificato tutte le nostre buone intenzioni. Grazie all’aiuto di tutti non è stato così: ognuno ha fatto la sua parte, piccola o grande che fosse, senza il rischio di sperperare risorse in tempi di crisi. E tanti, davvero tanti, ci hanno ripagato sabato in piazza Duomo con la loro presenza e con offerte a sostegno delle nostre attività”.

Cultura low cost: qual è il segreto?

“Non penso esista una ricetta unica per fare eventi low cost, io posso solo portare la mia esperienza: veicolare grande passione per ciò che si fa, allagare il giro delle collaborazioni, dare visibilità a tutti coloro che si mettono in gioco. Essere presenti in prima persona, non calare le cose dall’alto ma ascoltare tutti, sporcarsi le mani insieme e restituire un senso di comunità al singolo progetto, sempre ricordandosi di ricambiare i favori! Ultima cosa ma non meno importante, veicolare attraverso i media non solo ciò che si fa, ma anche come e perché, il tutto condito da un po’ di senso pratico e tanta fantasia”.

 

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