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Velodromo Baffi chiuso da tre settimane
niente sede e allenamenti per i ciclisti
Uc Cremasca preoccupata per il futuro

Una catena sul cancello e un silenzio insolito: chiude il velodromo Pierino Baffi di Crema. Sono passate ormai tre settimane da quando i ragazzi dell’Uc Cremasca non possono più allenarsi in pista, nonostante la stagione agonistica sia in pieno svolgimento. A monte della questione ci sono le ragioni burocratiche intercorse tra Coni Servizi e Sai, la società cremasca proprietaria dell’impianto negli ultimi cinque anni, una diatriba locale conclusa con il ritorno della struttura sotto il controllo del primo ente.

In vista dei campionati italiani giovanili su pista gli stessi giovani corridori chiamano per chiedere aggiornamenti sulla “casa ciclistica”: la chiusura del velodromo infatti lascia l’Uc Cremasca senza pista e sede, e il Crema Calcio senza campo d’allenamento. Dopo che la Sovraintendenza ha posto un vincolo alla struttura in quanto bene pubblico da oltre cinquant’anni, l’attesa si rivolge alla valutazione dell’immobile da parte di Coni Servizi e la struttura rimane inutilizzabile. Il contratto tra Sai e Coni Servizi è cessato a fine maggio, ma in attesa del passaggio di consegne previsto per luglio il velodromo rimane chiuso fino a data da destinarsi, nonostante l’azienda sia ben funzionante e a costo zero.

Stefano Pedrinazzi, presidente della Società  Pista di Crema che  gestisce l’impianto, sottolinea l’impegno del Consigliere Delegato allo Sport di Crema Walter Della Frera, che da subito si è attivato per avere un contatto positivo con i due enti coinvolti ricevendo però un divieto all’apertura da parte della Sai. La Federazine Italiana Ciclismo rimane in silenzio, mentre la città teme di dover dire addio ad un impianto sportivo storico.

 

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