Spettacolo
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Renga conquista il San Domenico
sold out per la data zero del tour 2012
in scaletta 25 anni di grandi successi

– Foto di Giulio Giordano –

Jeans, maglietta, ricci scarmigliati e piedi nudi. Francesco Renga conquista Crema così, essenziale ed energico, forse più maturo e consapevole ma sempre posseduto dalla voglia di saltare sul palco, scatenarsi e lasciarsi muovere dalla musica. Un successo preannunciato dal sold out dei biglietti, andati a ruba nonostante il cambio di data all’ultimo momento: la platea gremita del San Domenico ha via via accolto anche i passanti del venerdì sera, assiepati davanti alle porte del teatro lasciate aperte per il caldo.

Né l’afa né la maglietta fradicia hanno impedito a Francesco di gridare emozioni “nonostante il sudore e gli acciacchi dell’età”, scherza lui; qualche ruga in più all’angolo degli occhi, il sorriso aperto di sempre e una sicurezza maggiore, figlia di 25 anni di esperienza e emozioni trascritte in musica.

Fermoimmagine è il suo modo di ripercorrere i ritagli di una parabola artistica in divenire, da Ferro e Cartone a La tua bellezza, un susseguirsi di successi attraverso i quali si racconta al pubblico. Nuovo anche il sound, che abbandona la delicatezza dei primi momenti per spostarsi nuovamente verso il rock, con una band di altissimo livello composta da Eugenio Ventimiglia alla batteria, Gabriele Cannarozzo al basso, Stefano Brandoni Stefano Cerisoli alla chitarra, Vincenzo Messina all’hammond, piano e tastiere e Fulvio Arnoldi alle tastiere, chitarra e cori. Tra suggestioni dolci, pungenti e disincantate emergono volti e figure, a volte carne a volte profumo rarefatto, persone con cui dialoga ancora attraverso il testo di canzoni come Tracce di te, Raccontami, Per farti tornare.

Stare bene, stare male, la forza di cadere e rialzarsi, scegliere tra un “Cambio direzione” e la voglia di scappare “Dove il mondo non c’è più”; una vita fatta di alti e bassi seguendo i battiti del cuore, la stessa che pulsa nella vena del collo mentre canta e che lo scuote durante gli assoli di chitarra. La voce limpida, decisa, pulita, pronta a sorprendere con la forza di un’onda per poi tornare a disperdersi in vibrati delicati e cristallini.

Le ultime canzoni scivolano in dolcezza sulle note di Ci Sarai e Angelo, quasi a chiudere una parabola di coscienza  che parla d’amore e sofferenza, speranza di partire e coraggio di rialzarsi, voglia di ricominciare; è la storia di un ragazzo che diventa uomo ma non perde il gusto di saltare su un palco e divertirsi, divertire, condividere sé stesso e la sua grande passione. “Essere qui è la mia terapia”, lo dice ringraziando il pubblico cremasco, che se inizialmente si fa pregare per partecipare a fine concerto chiede a gran voce il bis e ringrazia il cantante con una calorosa standing ovation.

Lidia Gallanti

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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