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Kamikaze in chiesa,
Cristiani massacrati
Ora basta!

Basta, ribelliamoci! Cristiani, dove siete?  E L’Italia dov’è? Alziamo la voce contro l’atroce consuetudine delle stragi di cristiani in molte parti del mondo. Non basta condannarle, occorre reagire.Basta con le frasi melensi, indolenti, fintamente diplomatiche come sboccucciava l’altro giorno il ministro Terzi,non sapendo andare oltre il suo “grande dolore e sdegno”. Capirai.

Anche domenica scorsa abbiamo registrato una strage di cristiani in Nigeria, opera dei Boko Haram. Gli afro-taleban  hanno colpito durante una messa infilandosi con un’auto imbottita di esplosivo nella Christ Chosen Charismatic Churc di Jos e Biu. Si sono immolati per la causa come Kamikaze. Ora i morti sono saliti (in totale)  a 600,  solo nell’ultimo anno. Una pulizia etnica che il potere centrale nigeriano – corrotto, feroce,inefficiente – non sa arginare se non inventandosi, di  volta in volta, repressioni selvagge. Azioni terribili, brutali che ottengono l’effetto contrario:contagiare il Paese di un jihadismo che ha legami con Al Quaeda.Per gli orfanelli di Osama Bin Laden, ucciso due anni fa, questo è il (loro) nuovo Afghanistan.

Ci eravamo illusi che con l’eliminazione dello sceicco del terrore gli americani –  che l’hanno annientato  nel disagio evangelico  alla vendetta della Chiesa di Roma  – ci restituissero la possibilità di costruire un mondo com’era prima delle ore 9 dell’11 settembre 2001. Non è così. Oggi dalla Nigeria alla Somalia è tutto un incendio. Gli islamici cavalcando la rabbia per la miseria che spacca il Paese ed inseguendo lotte per il potere (massì camuffandole da guerra interconfessionale) hanno già  ucciso migliaia di persone.

L’arcivescovo romano cattolico della capitale federale nigeriana  Abuja (mons. John Olorunfemi Onaiyekan)  dice che “il mondo non può stare a guardare” e denuncia – inascoltato – una serie di attentati, raid armati, chiese date alle fiamme, uno Stato assente.

E’ probabile, come sostengono taluni osservatori, che la guerra di religione sia davvero un pretesto, una cortina fumogena, al riparo della quale si commettono  gli assalti al Potere e alle risorse. Insomma ammazzerebbero i cristiani nigeriani (il 40% della popolazione) in nome del gas e del petrolio che da quelle parti abbonda. Ma che dire, allora, dei cristiani aggrediti in Sudan, in Egitto, in Asia?  In Iraq è in atto una pulizia etnica, la Corea del Nord si dimostra la più ostile (secondo il rapporto “Usa Open  Doors”) . Persino alle Maldive ci guardano storto. E noi?  E quelli del G8? Zitti e mosca. Non è imbarazzante ?

Ha scritto giorni fa Magdi Cristiano Allam, uno di quelli che li conosce bene: ”Non possiamo più andare oltre in questo deliberato suicidio di una Italia e di una Europa ingenui, ignoranti, pavidi, collusi con gli islamici. Basta!  E’ ora di reagire  recuperando il diritto di usare la ragione, riscoprendo il sano amor proprio , riscattando il nostro  legittimo dovere  a salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale che –  piaccia o no  ai catto-comunisti, agli adoratori dell’euro e agli infatuati  dell’islamicamente corretto  che ci governano – si fonda sulle radici giudaico-cristiane”.

Che fare allora? Fermare la caccia ai cristiani forse è ormai tardi ed impossibile. Ma uscire da questo insopportabile silenzio si può. Anzi si deve. O no?

Enrico Pirondini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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