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Corte Costituzionale:”Stop accorpamenti”
Illegittimi con meno di 1000 allievi
in Lombardia verticalizzazioni da rivedere

Accorpamenti scolastici illegittimi sotto i mille allievi. Lo ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale approvata lo scorso 7 giugno, che dichiara fuori norma di legge il decreto approvato con la manovra estiva dell’anno scorso, oggetto di numerose proteste da parte  del mondo scolastico. La comunicazione infatti era già stata anticipata da ReteScuole, che aveva manifestato lo scorso weekend per portare alla luce la questione della non legittimità degli accorpamenti previsti dalla Regione.

IL RICORSO CONTRO GLI ACCORPAMENTI

L’aggregazione di scuola d’infanzia, primaria e secondaria in istituti comprensivi era nata con l’intento di ridurre gli sprechi e semplificare la gestione didattica, norma che ora verrà applicata solo per istituti che contano più di mille studenti, 500 per le istituzioni situate nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle zone con specificità linguistiche. Immediata la risposta della Lombardia, che aveva approvato più accorpamenti di quelli previsti e scatenando la reazione dei consiglieri regionali del Pd, che lo scorso ottobre avevano approvato una mozione che impegnava la Giunta a monitorare la situazione scolastica lombarda. “Con questa normativa sono stati imposti tagli generalizzati a tutte le Regioni, non valutando la necessità di interventi mirati condividendo con gli enti locali le decisioni – spiega il consigliere regionale Pd Agostino Alloni. Ciò ha spinto alcune Regioni a presentare ricorso, poi accolto dai giudici, che ora rende necessario un confronto Stato-Regione per definire limiti e responsabilità di una norma a lungo discussa.

LOMBARDIA, TUTTO DA RIDISCUTERE

“Difficile tornare indietro, senza causare problemi ulteriori – aggiunge Alloni – Prendiamo atto della sentenza della Corte costituzionale e fermiamo gli accorpamenti avviati in Lombardia, sperando che la Conferenza se ne occupi il prima possibile per evitare ulteriori imbarazzi”. Il consigliere Pd intende presentare a breve un’interrogazione all’assessore all’Istruzione per chiedere come intenda comportarsi Regione Lombardia alla luce di questi ultimi fatti.

 

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