Cronaca
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L’impegno di Rete Scuole Crema
Dalla precarietà dell’insegnamento
alla bocciatura delle verticalizzazioni

Sopra, il gruppo di docenti che ha partecipato al presidio di ieri in Piazza Duomo

Presidio ieri in piazza Duomo, indetto da Rete Scuole Crema, per sensibilizzare tutta la cittadinanza, sulla condizione di tanti operatori della scuola, che come ogni anno, si apprestano a vivere un’estate all’insegna della più totale e assoluta incertezza sul futuro.
Gli attivisti di Rete Scuole, non solo docenti precari, ma anche diversi docenti di ruolo, hanno distribuito un volantino, con l’obiettivo di informare la cittadinanza, sulle condizioni di vita e sulle problematiche vissute dai precari, che anche a Crema e nel Cremasco, hanno assicurato come ogni anno, il corretto svolgimento delle lezioni e che, terminati gli scrutini ed in qualche caso gli esami, saranno impegnati con gli adempimenti burocratici necessari per chiedere l’indennità di disoccupazione.

L’IMPEGNO DI RETE SCUOLE CREMA

Ogni anno Rete Scuole sceglie una tematica sulla quale concentrare tutte le sue attività, a tal proposito, si ricordano in passato le importanti inchieste sul numero delle ore destinate alle attività di sostegno ai disabili nelle scuole del Cremasco o sul numero medio di alunni per classe.
Quest’anno, dicono gli attivisti dell’Associazione, si è voluto puntare sulla grande tematica del precariato, che coinvolge centinaia di migliaia di persone in Italia e tantissime persone anche in questo territorio, sotto attacco in questi anni, dai vari interventi di cui tante volte si è occupata Rete Scuole, dai famigerati TFA, alle riconversioni sulle attività di sostegno, alla chiamata diretta in Lombardia e altro ancora.
“Siamo una piccola organizzazione – dicono da Rete Scuole Crema – eppure abbiamo posto diverse problematiche che, insieme all’Associazione milanese NonUnodiMeno, ora fanno registrare l’impegno di diverse segreterie di partiti politici e delle organizzazioni sindacali”.

IL VOLANTINO DI RETE SCUOLE

Alla categoria del precario, si legge nel volantino, appartengono quei docenti, che vivono in una condizione lavorativa, caratterizzata da due fattori di insicurezza: “La mancanza di continuità del rapporto di lavoro e di certezza sul futuro e la mancanza di un reddito e di condizioni di lavoro adeguate, su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura”.
Il meccanismo della precarietà nella scuola, sottolinea Rete Scuole Crema, riguarda in Italia circa 244 mila persone, sta svuotando di senso l’esperienza lavorativa dei docenti e questo, rappresenta un attacco all’integrità della persona.

L’INCERTEZZA SUL PRESENTE E SUL FUTURO

Docenti a tutti gli effetti, ma solo fino a giugno, quando va bene, poi si vedrà: è questa la condizione dei precari della scuola che, con la manifestazione di ieri, Rete Scuole ha voluto stigmatizzare.
Si tratta di docenti, che ogni anno si ritrovano a firmare, una serie di contratti da settembre a giugno, senza nessuna garanzia di stipendio per i mesi estivi e per l’incarico successivo, con tanti saluti ai principi della continuità didattica.
Anzi, vista la situazione in cui versano le casse di molte scuole del Cremasco, in diversi casi per il pagamento delle supplenze l’attesa per i prof, sale anche a diversi mesi.

LA SITUAZIONE DEL SOSTEGNO

Però quello che più sgomenta le famiglie e gli stessi docenti precari, sono i continui, inspiegabili e ingiustificabili, tagli agli insegnanti di sostegno, associati ad una drastica riduzione delle ore a ciò destinate, che compromette l’effettiva realizzazione del diritto allo studio, a fronte dell’aumento del numero dei ragazzi con disabilità.
Al momento non vi sono dati ufficiali da parte dell’UST di Cremona, ma l’attesa da parte delle famiglie e dei docenti precari cresce di giorno in giorno.

LE VERTICALIZZAZIONI

Rete Scuole torna poi sulla situazione degli accorpamenti delle varie scuole, che dovevano mettere insieme scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, in istituti comprensivi, con almeno mille alunni, in modo da poter acquisire o conservare l’autonomia.
Da sempre Rete Scuole Crema ha contrastato questo progetto, perché “si viaggia solo in un’unica direzione: tagliare i servizi, non importa se si peggiora la qualità”.
Ora, comunicano da Rete Scuole, “la Corte Costituzionale ha bocciato la norma varata dal Governo Berlusconi sul dimensionamento scolastico”, accogliendo il ricorso di sette Regioni e giudicando illegittimo il comma inerente alla dimensione minima di mille alunni per i nuovi istituti comprensivi, perché secondo la Consulta, i nuovi parametri sono norme che avrebbero dovuto essere concertate con le Regioni.
“Ciò è esattamente quanto da noi sempre affermato, ma è un’amara soddisfazione. E’ un déjà vu: i governi legiferano calpestando la normativa – commentano da Rete Scuole Crema – il movimento nella scuola si mobilita e denuncia, la Corte Costituzionale o in altri casi il TAR ci dà ragione”.
Ed ora cosa accadrà? Ci saranno effetti in questo territorio? Interrogativi, si augurano da Rete Scuole, che possano presto trovare risposte soddisfacenti per la scuola pubblica.

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