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Bus San Donato-Crema, settimana nera
i pendolari Eni scrivono ad AddaTrasporti
“Condizioni adeguate o non paghiamo più”

Continuano le proteste dei pendolari esasperati. Dopo la giornata nera di ieri anche i dipendenti Eni alzano la voce e minacciano di bloccare il pagamento dell’abbonamento annuale ad AddaTrasporti finché l’azienda non metta a disposizione mezzi idonei al trasporto quotidiano da casa a lavoro.

MEZZI INADEGUATI E PERSONALE IMPREPARATO

Ieri, dopo un guasto elettrico non meglio specificato, il bus San Donato-Crema delle 17 si è fermato all’altezza del Silos, in zona Paullo. “Cose che possono succedere”, commenta il rappresentante dei pendolari Eni Corrado Barbieri, ma la rabbia monta nel momento in cui l’autista scende dal pullman per telefonare e si assenta senza comunicare nulla né aprire i finestrini del veicolo carico di persone; al suo ritorno,non riesce ad aprire le porte del veicolo per permettere di scendere ai passeggeri. La soluzione la trova un dipendente Eni, che sfilando la valvola di emergenza posta sopra la porta ne permette l’apertura; “una manovra tutto sommato semplice – commenta Barbieri – che gli addetti al trasporto dovrebbero conoscere bene”. Una volta scesi i pendolari hanno atteso il bus successivo delle 17.20, che essendo già carico di passeggeri ha potuto accogliere solo la metà dei viaggiatori appiedati; fortunatamente poco dopo è sopraggiunto un secondo pullman che ha raccolto le persone rimanenti. Pare però che il disagio di ieri pomeriggio non fosse un caso isolato: risalendo a targa e matricola il responsabile del comitato pendolari ha scoperto che si tratta dello stesso mezzo che tempo fa perse le ruote.

SETTIMANA NERA SULLA LINEA 34

L’odissea quotidiana dei pendolari Crema-San Donato era però iniziata già da lunedì, quando durante l’acquazzone mattutino i passeggeri si sono trovati a viaggiare al freddo, con infiltrazioni di acqua non indifferenti, nonostante l’autista affermasse di averlo portato in officina per la revisione necessaria. L’ultimo episodio stamattina, quando il bus delle 7.00 si è presentato con gli ammortizzatori anteriori scarichi, costringendo i passeggeri a viaggiare sul mezzo inclinato in avanti fino alla meta milanese. “Un giro sulle montagne russe, al confronto è una passeggiata”, commenta con amara ironia il rappresentante dei pendolari; la speranza è che, con l’agognato fine settimana, da parte di AddaTrasporti arrivi al più presto una soluzione.

 

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