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Rincari e abolizione del cinque giorni
gli studenti cremaschi scendono in piazza
al Pacioli l’assenza non verrà giustificata

“Non pagate, scioperate”, questo lo slogan della manifestazione studentesca organizzata questa mattina per contestare i servizi di trasporto locale. Il rincaro dei biglietti, il sovraffollamento dei mezzi e l’abolizione dell’abbonamento settimanale “cinque giorni” sono le motivazioni che hanno scatenato la reazione degli studenti cremaschi, che chiedono soluzioni imminenti alla società AddaTrasporti e alle istituzioni territoriali.

IL CORTEO

Prima lo sciopero del biglietto, poi le biciclettate per evitare l’uso dei mezzi; oggi la protesta degli studenti ha raggiunto le piazze e gli istituti cremaschi. Un’ottantina di ragazzi si sono radunati in piazza Duomo, dove alle 9 è iniziato il corteo che scendendo lungo via XX Settembre ha raggiunto la sede scolastica di Largo Falcone e Borsellino e ha proseguito verso gli uffici AddaTrasporti di Largo Partigiani d’Italia; sempre scortato da polizia e carabinieri, ha imboccato e percorso via Stazione occupando metà della carreggiata. Giunto di fronte ai licei L. Da Vinci e A.Racchetti di via Palmieri il serpentone ha ripiegato verso il centro ed è risalito da via Mazzini a piazza Duomo, dove ha occupato l’area di fronte a Palazzo Comunale con un presidio di protesta protratto per tutta la mattinata.

CONTESTAZIONI AL PACIOLI

Non sono mancati cori rivolti al preside dell’Istituto Pacioli, che pochi giorni fa aveva diffuso una circolare in cui comunicava che non avrebbe autorizzato le assenze degli scioperanti. I ragazzi hanno mal digerito la posizione del dirigente d’istituto, considerata troppo autoritaria e contrastante con il diritto studentesco; solidale anche Beppe Bettenzoli, il rappresentante dei genitori per l’istituto Pacioli, che considera la volontà di scioperare un diritto nel rispetto della libera espressione.

I PERCHE’ DI GIUSEPPE STRADA

Rimane stabile la posizione del dirigente dell’istituto L.Pacioli Giuseppe Strada secondo cui lo sciopero indetto non è stato organizzato secondo le procedure scolastiche, che prevedono la proposta e la discussione della manifestazione sia con l’assemblea dei rappresentanti che con quella di classe. “E’ un iter che garantisce la democraticità della scuola – commenta Strada – Chi ha organizzato questo sciopero non l’ha rispettato, quindi l’assenza non verrà giustificata”. Al Pacioli tuttavia le lezioni si sono svolte regolarmente con un numero di assenti inferiore al previsto: solo una trentina hanno preso parte allo sciopero, mentre gli altri hanno scelto di andare regolarmente a lezione. “Gli scioperi regolari sono autorizzati, ma niente scampagnate – conclude il preside – Siamo a fine anno, scegliendo di venire a scuola i ragazzi hanno dimostrato serietà”.

Lidia Gallanti

 

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