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Bonaldi prima donna sindaco della città
Anche le storiche roccaforti
del centrodestra premiano
l’esponente del Partito Democratico
che fa il pieno di voti nei quartieri

Festa in piazza Duomo per Stefania Bonaldi e i suoi sostenitori (Foto Giulio Giordano)

 

Stefania Bonaldi è il nuovo sindaco di Crema. Quarantunenne, laureata in giurisprudenza, l’esponente del Partito Democratico sbaraglia il campo già al primo turno, riportando il centrosinistra alla guida della città dopo il quinquennio Bruttomesso. L’affermazione della sua coalizione è parsa netta sin dalle prime battute del pomeriggio, quando dalle sezioni del centro, storiche roccaforti del centrodestra, si è capito che Antonio Agazzi non avrebbe potuto trarre vantaggio. Avanti anche nel feudo berettiano di San Bernardino e a Castelnuovo, quartiere di riferimento del candidato sindaco del centrodestra, Bonaldi ha fatto il pieno di voti a S. Maria della Croce, Ombriano, Sabbioni e in altre zone della città. Così nella sede Pd di via Bacchetta la cautela del primissimo pomeriggio ha lasciato presto spazio alla consapevolezza di potercela fare al primo turno, tanto che il consigliere regionale Agostino Alloni ha “postato” su Facebook quella convinzione, patrimonio di tutti nel centrosinistra, già intorno alle 17.

“Soddisfatta anche per essere il primo sindaco donna e il primo sindaco mamma della città”, è stato uno dei primi commenti della neo primo cittadino, a voler sottolineare che in queste ore inizia una stagione nuova per Crema. Al successo del centrosinistra contribuisce il risultato del Pd, che perde sì rispetto alle ultime regionali, ma al netto delle liste civiche guadagna in termini percentuali rispetto al 2007. Buona anche l’affermazione della lista Buongiorno Crema, che a scrutinio in corso è oltre il 5,5 percento. Il derby a sinistra, invece, lo vince Rifondazione Comunista su Sel, tornate a pesare insieme circa il 10 percento.

Pesantissima la sconfitta del centrodestra, con il Pdl che arretra all’incirca di 13 punti percentuali e la Lega Nord che riesce a fare addirittura peggio, lasciando sul campo un -15 percento nel confronto con le regionali 2010. Agazzi, invece, forte del risultato conseguito dalla sua lista civica diventata di fatto il terzo partito di Crema con oltre l’11 percento del consenso, ha puntato l’indice sui vertici del Pdl accusandoli di essere i veri responsabili della Waterloo del centrodestra. Flop anche per quanto riguarda il cartello Udc-Fli-Api che si attesta al 2 percento.

Fra coloro che hanno buoni motivi per gioire ci sono i “grillini” del Movimento 5 Stelle, che sfiorano il 10 percento. Restano alla porta Ardigò con i Verdi, Andrea Bergami con la sua Intraprendere per Crema e Buttino con la Lista Genitori Sempre. Pesante il dato dell’astensione: un elettore su tre ha rinunciato al voto.

 

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