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Riscoperti gli affreschi della Cattedrale
il restauro recupera 700 anni di storia
tra i lacerti anche la Madonna
in trono col Bambino

Gli affreschi della Cattedrale tornano a splendere. Ore di studio, pazienza e precisione certosina hanno restituito a Crema una delle testimonianze più preziose legate alla storia del Duomo cremasco, frammenti più o meno completi di delicati dipinti che hanno resistito al susseguirsi dei secoli e che presto saranno riconsegnati alla città. Il lavoro è stato seguito dallo Studio di restauro Mariani che ha coordinato altre due ditte, Arte e Restauro di Luca Guerini, e Galleria di Paola Risari, affiancati da Silvia Bonfanti e Maddalena Camera. In tutto cinque collaboratori che dallo scorso dicembre stanno lavorando sui lacerti che in piccola parte ricoprono la Cattedrale e ne lasciano intuire un aspetto ben diverso da quello attuale: pare infatti che sia le pareti interne che esterne del Duomo fossero interamente affrescate, una copertura erosa dalla storia e dal tempo che ora reca solo qualche preziosa testimonianza.

GLI STRATI DEL TEMPO

Ad uno sguardo più attento, sulle pareti si notano ben cinque stratificazioni di affreschi, via via sovrapposte: dalla più antica risalente al Trecento si arriva al Settecento, che ha lasciato anche parte delle strutture lignee che ancora ricoprono l’accesso all’Altare della Madonna tuttora sottoposto a restauro. Oltre alla laboriosa operazione di pulitura degli affreschi, i restauratori si sono occupati di stuccare le lesioni maggiori e reintegrare piccole porzioni cromatiche per ridare all’opera la nitidezza e l’impatto visivo di un tempo.

MADONNA IN TRONO CON BAMBINO

SI tratta di uno dei lacerti più ampi e meglio conservati, risalente a fine Trecento: una Madonna in trono, seduta in posizione semifrontale e avvolta in un manto scuro che lascia intravedere la preziosa decorazione delle vesti scostate dalla mano destra; con il braccio sinistro sorregge Gesù bambino, anche lui in abiti di foggia medievale, in piedi sulle ginocchia della madre. L’iconografia dell’immagine è particolare e non ancora pienamente interpretata, ma oltre all’originalità della postura emerge la grande attenzione ai dettagli da parte dell’artista, che oltre ad aver realizzato i particolari delle aureole in rilievo ha impreziosito il dipinto con colorazioni in foglia oro tuttora visibili su alcune porzioni di corona. A destra della Madonna si vede un angelo in posizione eretta, perfettamente conservato, che reca gli stessi elementi stilistici delle due figure precedenti con particolare attenzione alla resa dell’abito e dei particolari di ali e viso.

GLI ANGELI MUSICANTI

Appena sotto il rosone della controfacciata si colloca un’altra porzione di affresco di straordinaria bellezza: un putto è delicatamente posato su un feretro marmoreo e regge tra le mani una tromba sottile; alla sua sinistra si può notare la figura di un secondo angelo dalle ali dorate, di cui sfortunatamente non è rimasto visibile il volto; seduto di tre quarti, tra le mani regge una pergamena su cui appare intento a scrivere. Alla destra del feretro compare un dolcissimo volto dai tratti quasi leonardeschi, che nel corpo ricorda postura e fisicità delle sibille dipinte dal Buonarroti sul soffitto della Cappella Sistina. Senza scomodare i grandi nomi del Rinascimento, quest’ultimo dipinto permette a sua volta la lettura di una stratificazione temporale espressa dagli strati pittorici sovrapposti sulle pareti in cotto della Cattedrale.

SAN PANTALEONE

Tra gli altri lacerti rinvenuti si scorge di tanto in tanto un viso, un motivo decorativo, o ancora personaggi fino ad oggi rimasti oscurati dal tempo. E’ il caso del San Pantaleone collocato sulla parete della navata sinistra, di cui è possibile scorgere il volto, parte dell’abito e del libro che tiene tra le mani, oltre a un’iscrizione ai piedi della figura che reca il nome del santo; alla sua sinistra c’è un’altra Madonna dal capo velato, ancora in fase di restauro.

CATTEDRALE: STATO DELL’ARTE

“Siamo ai due terzi dell’opera complessiva” afferma l’architetto Giuseppe Rossi, direttore dei lavori: giovedì verranno smontate le impalcature della controfacciata interna e della navata centrale, rimane la pulitura completa del pavimento, la copertura definitiva del presbiterio e la pulizia delle volte; l’enorme portale è stato portato in restauro, mentre all’esterno si sta ancora lavorando sul grande lunotto che sormonta l’ingresso principale. In dirittura d’arrivo anche la pulizia dell’altare della Madonna, mentre quello del Crocefisso rimarrà tra gli ultimi lavori da fare oltre alla posa degli arredi liturgici. Il termine dei lavori è previsto in pochi mesi, ma difficilmente la Cattedrale sarà accessibile ai fedeli prima della fine dell’estate.

Lidia Gallanti

 

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