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Barriere architettoniche, si può fare di più
Sel documenta la quotidiana corsa
ad ostacoli dei portatori di handicap:
“La questione è culturale e di sicurezza”

Barriere architettoniche, si può fare di più. Crema vissuta dalla parte dei portatori di handicap, ma anche delle mamme costrette a spingere carrozzine e degli anziani con problemi di deambulazione, non è città al passo con i tempi. Spostarsi da un luogo all’altro per loro continua ad essere difficoltoso, un percorso ad ostacoli che non solo restringe la libertà di movimento ma spesso impedisce la fruibilità ai servizi. Il tema è stato sollevato dai candidati di Sinistra Ecologia Libertà, che in mattinata, accompagnati da Cristina Piacentini, sono andati al cuore del problema grazie al tour che li ha portati in scuole, giardini e luoghi aperti al pubblico dove la presenza delle barriere architettoniche continua ad essere l’amara realtà.

“Emblematico – spiega Franco Bordo -, è il caso delle Vailati. Una scuola dell’obbligo assolutamente non in linea con le disposizione normative che regolano il libero accesso negli edifici pubblici. Ma questo è solo l’esempio più eclatante. Durante il nostro tour abbiamo potuto constatare la presenza in città di casi analoghi. Mi riferisco all’inadeguatezza della scuola popolare di Santo Stefano e, ironia della sorte, al gradino che ostacola l’ingresso nella sede dell’associazione Invalidi Civili di via Terni. La stessa scuola di Borgo San Pietro, che invece è perfettamente a norma, presenta un ostacolo proprio là dove è stato realizzato lo scivolo a beneficio dei portatori d’handicap”.

In alcuni casi basterebbe davvero poco per migliorare le condizioni di vita di tutti: sensibilità, senso civico e maggiore attenzione nell’organizzazione dei lavori. “Noi crediamo – conclude Bordo -, che a tutti i livelli il problema vada affrontato anche formando dal punto di vista tecnico coloro che si occupano di abbattimento delle barriere architettoniche nei centri urbani”.

“È una questione culturale – incalza Cristina, che con il lato più anacronistico della città è costretta a confrontarsi quotidianamente -. Non solo le leggi vanno rispettato; il punto è che devono essere applicate con criterio. Viceversa diventano un’occasione persa. È il caso del multisala, dove i posti per i portatori d’handicap ci sono, ma purtroppo in una collocazione tale da renderli inutilizzabili”. E spesso la presenza delle barriere architettoniche si coniuga al tema della sicurezza, messa a repentaglio dagli slalom obbligatori in mezzo al traffico. “Crema deve fare di più e Sel questo impegno lo assume fin da ora”, conclude Bordo.

 

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