Cronaca
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La storia passa in formato digitale:
con il progetto “Tracce di Crema”
il patrimonio del Centro Galmozzi è online

Con “Tracce di Crema” il patrimonio archivistico del Centro Galmozzi diventa virtuale e accessibile a tutti. Il progetto di digitalizzazione, riordino e formazione è a cura di Lucia Citerio, Barbara Viviani e Stefano Muratori, tre professionisti esperti di archivistica e catalogazione che stanno trasformando fotografie, video e materiale cartaceo del Centro di Ricerca in materiale digitale. La nuova raccolta digitale sarà terminata entro settembre, ma già ora è accessibile a a studiosi e appassionati attraverso il sito internet www.centrogalmozzi.it

“TRACCE DI CREMA”

Il Centro Galmozzi ha lanciato una grande operazione di riordino, inventariazione e digitalizzazione dei fondi documentari, un progetto del valore di 40 mila euro cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona. Si tratta di circa 400 elementi tra buste, periodici e audiovisivi raccolti durante i tredici anni di attività del Centro di Ricerca cremasco; a questi si aggiungono i documenti riscoperti o donati da famiglie o associazioni locali, tra cui scatti e video amatoriali, collezioni private o documenti storici di vario tipo.

LE RACCOLTE DOCUMENTARIE E AUDIOVISIVE

I fondi documentari vanno dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri, e comprendono sia materiale istituzionale che donazioni private provenienti dalle storiche famiglie cremasche; si tratta di materiale eterogeneo, che dopo l’operazione di riordino e archiviazione verrà messo a disposizione degli utenti. Per quanto riguarda il cartaceo, verranno stilati appositi inventari consultabili online, mentre le copie originali rimarranno a disposizione presso la sede del Centro di Ricerca A.Galmozzi. Sul sito verranno anche caricate intere pubblicazioni cremasche “sfogliabili” dal web, mentre i documentari video saranno visibili in anteprima grazie a specifici trailer caricati su  youtube.

LE FOTOGRAFIE

Il Centro Galmozzi conta oltre 10 mila foto e diapositive: le più antiche risalgono al 1860, per poi coprire gli avvenimenti principali degli ultimi 150 anni di storia locale. Si tratta di un patrimonio in continua crescita grazie alle donazioni di associazioni e privati: “Ad oggi abbiamo digitalizzato 9422 immagini – dichiara Stefano Muratori – Il database pubblico ne raccoglierà circa trecento suddivise per filoni tematici, le altre verranno via via rese disponibili a seconda delle richieste”.

I CORSI DI FORMAZIONE

Per istruire nuovo personale sulla catalogazione e la conservazione del patrimonio del centro Galmozzi sono stati istituiti appositi corsi di formazione tenuti dai tre responsabili del progetto “Tracce di Crema”, che illustreranno ai nuovi volontari le nozioni e le attività principali a seconda del materiale trattato. Oltre a come conservare i reperti originali verrà spiegato come ordinare e digitalizzare sia i fascicoli cartacei che il materiale fotografico e audiovisivo.

TUTELA, VALORE E PROMOZIONE

La riorganizzazione di un patrimonio  consistente e prezioso come quello conservato dal Centro Galmozzi ha l’obiettivo di tutelare i documenti e valorizzarli a fini didattici: “A questo proposito verranno organizzate iniziative e laboratori dedicate alle scuole per diffondere testimonianze uniche che raccontano la storia della nostra città e della propria gente”,  spiega il presidente del Centro di Ricerca Galmozzi Felice Lopopolo.

 

Lidia Gallanti

 

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