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Caso: “Crisi, tutti parlano
di rilancio economico
Molti dimenticano che dietro i dati
ci sono famiglie in difficoltà”

da Teresa Caso

Cinquantanove attività commerciali chiuse in un anno a Crema, un dato che racconta quanto sia allarmante e drammatica la situazione: conseguenza ovvia dell’aumento delle ore di cassa integrazione, dei licenziamenti, della chiusura di aziende di ogni dimensione. Dati che ci dicono che la crisi non sarà di breve durata e che le difficoltà economiche continueranno anche se il governo riuscisse a mettere in corsa provvedimenti efficaci per il rilancio dello sviluppo.

Dietro ai dati, come sempre, ci sono storie di persone, di famiglie, che con il lavoro e il reddito hanno perso o perderanno il senso della dignità, l’orgoglio di ciò che si è, insieme alla possibilità di offrire una vita dignitosa e opportunità a sé e ai propri figli.

Basti un solo dato, di dimensione regionale, fornito nei giorni scorsi dalla Cisl: i disoccupati in Lombardia hanno superato il numero di 300mila, soglia superata solo, per un breve periodo, nel 1992-93.

Un dramma sociale ormai, anche a Crema, e ne sono testimonianza gli operatori, pubblici e del volontariato, che ogni giorno affrontano le difficoltà e la disperazione di tanti concittadini.

Una emergenza storica per la nostra città, che nemmeno di fronte alla chiusura dell’Olivetti si era trovata a dover contrastare un fenomeno di impoverimento di tali dimensioni.

Certo tutti parlano della necessità di rilanciare lo sviluppo economico e occupazionale. Ciò che sembra sfuggire è il dramma che molte famiglie vivono qui e ora. Ciò che sembra sfuggire è che a queste famiglie occorre dare una risposta subito, per aiutarle a vivere, spesso a sopravvivere, a ritrovare la dignità e il coraggio di chi non si sente solo. Significativamente, fra i candidati sindaco solo Stefania Bonaldi dice chiaramente che questa emergenza è la priorità delle priorità e indica alcune misure per affrontarla.

Il Comune ha poche risorse, e ne avrà ancor meno. Ma non può derogare da questo impegno. Dovrà raschiare il fondo del proprio barile, certo, ma dovrà anche e forse soprattutto mettersi in sinergia con chi, dalla Caritas ad altre associazioni di volontariato, già da molto tempo opera per contrastare gli effetti della crisi sulle persone e le famiglie. Da loro sono venute sollecitazioni alle quali il Comune ha risposto in modo insufficiente, sono venute idee. Il Comune ha rifiutato di costituire un fondo di rotazione di sostegno contro la crisi. Forse la nuova amministrazione dovrà ripensare quella decisione, o a questo punto forse serviranno provvedimenti e idee diversi.

Quello che è certo è che il PD, insieme a Stefania Bonaldi e alla sua squadra, è e sarà impegnato con tutte le sue forze e le sue capacità affinché la barra dell’amministrazione su questo punto sia mantenuta diritta e il tema della tutela immediata dei più deboli, dei più esposti agli effetti della crisi sia il pensiero fisso di ogni giorno, insieme alla costruzione delle condizioni che permettano alla città di rinascere su un modello di sviluppo più sobrio, più solidale, più sostenibile, più inclusivo.

Teresa Caso (coordinatore cittadino Partito Democratico)

 

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