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I partiti hanno
troppo denaro
Togliamoglielo!

Soffia il vento dell’antipolitica. Ed è un “vento cattivo”, come dice Bersani che ha il naso fino, da trifola. Gli ultimi pentoloni scoperchiati dalla magistratura dicono quel che si sapeva da tempo: oggi si ruba ovunque, in cielo, in mare, in terra. Ha detto (sobriamente) Tonino Di Pietro ai microfoni di Radio 24: ”Nel ’92 i ladri, male che andava facevano i latitanti; oggi il ladro fa il parlamentare”. Il che, detto da un onorevole, non è proprio una carineria ma rende l’idea. Poi, colui che un tempo a Milano chiamavano “Spic & Span” per le pulizie che andava facendo, ha aggiunto: ”Nel ’92 trovavamo le mazzette nello sciacquone del cesso e nel pouf di casa Poggiolini; oggi si fa consulenza, si fa la nomina a Fincantieri come a Belsito; oggi vengono usati strumenti formalmente leciti per raggiungere fini illeciti”. Si accoda Nichi Vendola, il gatto comunista: “Girano troppi soldi, gli ospedali sono come casinò”. Recita?

Gli ultimi sondaggi sono impietosi: la gente non si fida più  di lorsignori e minaccia  di astenersi o votare Grillo. Culatello Bersani (copy Dagospia)  ha già messo le mani avanti: ”Se c’è qualcuno che pensa di stare al riparo dell’antipolitica si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo, ci spazza via”. Stavolta condivido.

Gli è che i partiti maneggiano troppo denaro . Diceva Giovenale, poeta latino di duemila anni fa: ”Quanto più i quattrini aumentano, tanto più ne cresce la voglia”. I partiti incassano facile, spendono uno e lo Stato gli rimborsa quattro. O cinque. Ed allora togliamolo questo denaro eccedente sennò quelli lo buttano, magari  a Cipro o in  Tanzania. La gente soffre terribilmente la crisi, sente ogni giorno minacce  di nuove tasse (la crisi ha già “suicidato” 23 imprenditori in Italia; 12mila le imprese fallite l’anno scorso) e quelli che fanno? Spendono e spandono. Mario Giordano sul gnam-gnam  ci ha  fatto un altro libro e l’ha intitolato “Spudorati”. Perché lorsignori hanno promesso i tagli agli stipendi e non l’hanno fatto. Hanno promesso l’abolizione dei vitalizi e non s’è visto nulla. Hanno garantito che avrebbero usato i mezzi pubblici ma in Italia restano 72mila auto blu;in tutta la Gran Bretagna sono 195. Da noi i parlamentari si sono inventati persino gli “assegni di reinserimento”, una furbata, sono le loro liquidazioni. Mastella ha tolto il disturbo mettendosi in tasca 307.000 euro; Armando Cossutta, l’ex mago delle trasferte (Mosca, Cuba) ne ha presi 345.00 che ha sveltamente sommato ad una sobria pensione mensile di 9.604 euro. Chi resta sguazza. Ogni deputato sardo, scrive Giordano, ha uno stipendio più alto del governatore di New York (11.417 euro contro 10.612). Il presidente della Provincia di Bolzano guadagna 34mila euro l’anno più di Obama.Un deputato siciliano con un gettone e qualche rimborsino viaggi arriva come ridere a 17.000 euro al mese (solita fonte). Per capirci, da solo, porta a casa quanto i governatori del Maine, dell’Oregon, dell’Arkansas e del Colorado messi insieme. Così non può durare.La dura minga.O sì?

E’ vero: i partiti sono funzionali alla democrazia, “sono necessari” dice il ministro Riccardi. D’accordo, ma c’è bisogno però di partiti amici della gente e della cultura, che diano idee al Paese. Non di comitati di affari L’ultimo sondaggio di Mannheimer dice che oggi solo il 2% della popolazione dichiara di avere fiducia nelle forze politiche Il mese scorso eravamo al 4%. I partiti, per carità, potrebbero anche correre ai ripari, sforbiciare qui e là. Ma temo che sia tardi.

 

Enrico Pirondini

 

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