Cronaca
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Nichi Vendola a Crema
La città lo accoglie calorosamente
“Non fate una campagna elettorale cattiva”
E sulla sua vicenda giudiziaria afferma:
“Nessun complotto,
ma non capisco l’accusa”

Vendola con Mussi e Zaninelli durante “Pane in Piazza” e accanto a Coti Zelati (Foto Giordano)

 

Una domenica autunnale, più che primaverile, ha impedito al Governatore della Puglia e presidente di Sinistra Ecologia e Liberà Nichi Vendola, di parlare dal palco già allestito in piazza Duomo, ma per il leader di SEL c’è stato comunque il bagno di folla all’interno della Sala del consiglio comunale.

CAFFÈ E VISITA A “PANE IN PIAZZA”

Giunto in città intorno alle 11, Vendola ha prima preso un caffè assieme ai rappresentanti locali di SEL, presso un bar di piazza Duomo e poi ha visitato la struttura che ospita la manifestazione “Pane in piazza”.
In Sala degli Ostaggi il primo a prendere la parola è stato il coordinatore provinciale Gabriele Piazzoni, che ha esortato tutti alla partecipazione e a recarsi alle urne.

LA VICENDA DEL MERCATO DI VIA VERDI

A seguire il saluto di alcuni candidati, da Agnese Gramignoli, che ha parlato di lavoro, a Egle Padovani che con un appassionato racconto, ha ricordato la nota vicenda del mercato, stigmatizzando alcune recenti dichiarazioni del candidato sindaco del centrodestra: “Loro pensano solo alla demolizione e non hanno mai speso niente per il mercato – ha detto la Padovani – noi, pensiamo a chi lotta per il lavoro e al mantenimento dei posti di lavoro”.

“NON DIFENDIAMO INTERESSI PRIVATISTICI”

Quindi Emanuele Coti Zelati, giovane capolista di SEL che, con riferimento al centrodestra afferma: “Non è uno scandalo dire che noi faremo meglio di loro, perseguiamo il bene comune per Crema – ha detto Coti Zelati – perché non dobbiamo difendere interessi privatistici di qualcuno, includere anziché escludere”.

CREMA CITTÀ INCUPITA

Il capogruppo di SEL, Franco Bordo dopo aver espresso la solidarietà personale e politica al presidente pugliese, in merito alle vicende giudiziarie di questi giorni, dicendosi certo dell’integrità morale e della correttezza amministrativa e politica, ha ripercorso i 5 anni di giunta PDL-Lega.
“Crema è una città incupita – ha detto Bordo – non per la pioggia di oggi, ma perché è stata una città chiusa per 5 anni”, e cita l’esperienze interrotte della Consulta dei giovani, disabili, Terzo Settore.

UTILIZZARE LE RISORSE IN MANIERA DIVERSA

Bordo punta a utilizzare le risorse in maniera diversa e ricorda come la Colonia di Finalpia “di fatto oggi è un albergo di lusso in cambio di 70mila euro”.
Poi l’affondo sulla scuola di CL: “4 milioni di euro dalla Regione Lombardia per costruire un plesso scolastico privato” e, sempre su questo argomento un riferimento al vice sindaco Piazzi: “Dirigente di quel plesso scolastico di Lodi che si trasferirà qui”.

NON EVOCO COMPLOTTI

Lungo e seguito con attenzione dai presenti, l’intervento più atteso, quello di Nichi Vendola, che non si sottrae alla curiosità di chi vuole avere maggiori informazioni, sulle questioni giudiziarie che lo stanno riguardando.
Ripercorre la storia iniziata circa tre anni fa, ma sottolinea la sua volontà di difendersi nell’eventuale processo, e non di difendersi dal processo.
Del resto, lo aveva detto anche qualche minuto prima, incontrando la stampa: “Io non evoco complotti o teoremi, solo che ancora non ho capito di che cosa sarei accusato”.

“LA CURA” PER LA CITTÀ

Riprendendo il tema del mercato evocato da Egle Padovani, Vendola sottolinea la posizione della “destra apologeta del mercato, ma non di questo”, mentre a chi si candida alla guida della città, rimanda al testo di una canzone di Battiato, “La Cura”.

I TEMI NAZIONALI

Quanto ai temi nazionali, parlando della situazione che sta vivendo la Lega, ricorda il suo diploma e la sua laurea, conseguiti con il massimo dei voti: “Ma per mio padre era il minimo – dice – perché un comunista deve avere sempre un comportamento esemplare”.
Fa anche autocritica: “Il romanzo popolare con il Nord laborioso e sfruttato dal Sud, proposto dalla Lega per 20 anni, ora si è rovesciato – dice Vendola – ma in questi anni, il centrosinistra è stato in vacanza. Occorre tornare sui territori”.
Sul lavoro invece, le modifiche all’’art.18 rappresentano “uno sfregio ad un fondamento della nostra civiltà, no alla monetizzazione del diritto al lavoro”, mentre sulla Legge 30, che ha introdotto una miriade di forme contrattuali, Vendola ha posto l’accento su ansia e precarietà.
Prima dei saluti, l’impegno politico delle donne e l’esortazione a tutti: “Non fate una campagna elettorale cattiva, lasciate da parte le polemiche e guardate ai bambini”.

Ilario Grazioso

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