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Crema ricorda Papa Giovanni Paolo II
a vent’anni dalla sua visita in città
con una mostra di foto e un monumento

Volti commossi e mani tese. Fotografie che anche a distanza di vent’anni sanno riportare alla mente di chi era presente l’emozione di un incontro unico nella storia della città e anche per questo mai dimenticato, come mai verrà scordata la figura di uno dei Pontefici più amati. Crema ha deciso di ricordare Papa Giovanni Paolo II a vent’anni di distanza dalla sua visita a Crema con una mostra che raccoglie gli scatti più significativi di quella giornata, immagini rispolverate dagli archivi e dai cassetti degli stessi cittadini che hanno voluto contribuire all’esposizione.

OSPITI E VISITATORI

Ospite d’eccezione il fotografo Nat Ginelli, autore degli scatti e oggi presente come “profeta in patria”, dice lui, per restituire con le foto le impressioni di quel giorno di primavera: “anche se scomparso da lui c’è sempre qualcosa da imparare, soprattutto per i più giovani”. A rappresentare l’amministrazione provinciale c’è un’ entusiasta Paola Orini, assessore all’istruzione, mentre tra i politici cremaschi presenti all’inagurazione non mancano tre dei candidati sindaco, Antonio Agazzi, Stefania Bonaldi e Gianemilio Ardigò.

POLEMICHE E CRISI

A ridosso delle numerose polemiche non si poteva che parlare della recessione, “Frutto di spregiudicatezze manageriali che vengono da una crisi sociale ben più profonda che trascina con sé tutto il comparto sociale e culturale”, commenta in apertura l’assessore alla cultura Paolo Mariani, che ripercorrendo la storia accenna al triangolo tra etica, cultura e economia, pilastri fondamentali e termometri del benessere. La mostra dedicata a Giovanni Paolo II vuol essere il modo per riportare all’attenzione una figura in grado di comunicare i valori fondamentali della società e la speranza della rinascita.

LA MOSTRA

Oltre agli ingrandii menti delle fotografie scattate durante la visita papale, la mostra offre agli spettatori tre ore di documenti video e cinquecento fotografie proiettate su due schermi posizionati al pianterreno. Nelle teche espositive sono conservati articoli, medaglie e annulli postali che parlano dell’intenso pontificato di Karol Woytyla e dei numerosi viaggi all’estero, con francobolli provenienti da 112 paesi del mondo. Un pannello raccoglie infine le fotografie scattate dai cittadini cremaschi che vent’anni fa erano presenti all’evento, una raccolta di documenti amatoriali inediti che potrà essere integrata durante tutto il corso dell’esposizione.

IL MONUMENTO PER PAPA GIOVANNI PAOLO II

Tra le fotografie spicca il bozzetto in creta del tondo in bronzo che verrà realizzato dallo scultore Maurizio Zurla in onore di Papa Wojtyla. Il nuovo monumento verrà posizionato nel piazzale di fronte alla Basilica di Santa Maria: si tratta un bassorilievo raffigurante una delle scene più toccanti catturate a crema vent’anni fa. L’opera sarà finanziata con donazioni da parte di associazioni, cittadini o di chiunque voglia contribuire; a questo proposito durante tutta la durata della mostra sarà possibile acquistare annulli portali dedicati all’evento.

Lidia Gallanti


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Commenti
  • raffaele

    credo sia stata una iniziativa degna di lode riproporre le foto di un evento importante per crema la visita di un pontefice e leggerlo solo dal punto di vista meramente del denaro mi sembra di discorso qualunquista e demagogico anche perché è irripetibile per il nostro territorio

    • Fio’

      La visita di Giovanni Paolo II è stata irripetibile ed una benedizione per la città ed il territorio; la mostra è solo un’inutile operazione di marketing destinata al fallimento, diventando l’ennesimo spreco di denaro pubblico.
      Ma a chi interessa una mostra fotografica con tutti i libri già pubblicati sull’evento? Quanti la visiteranno?
      Per trovare un lato positivo, vediamola come un’atto di beneficenza per le maestranze che l’hanno allestita.

  • Marco V

    Una buccia di banana così grossa non la prendevano dai tempi del caos sul mercato di via Verdi. Là fu speculazione, in questo caso “relazione” politica e personale tra l’assessore, la sua giunta, una certa area cattolica, una certa area di interessi. Tutte persone, e interessi, degnissimi, ovvio, ma che sarebbero stati benissimo in grado di portare avanti questo mostra e questa operazione senza prendere soldi dalle tasche dei cittadini. Le cose stanno così, e sfido chiunque a sostenere il contrario. Io considero questa mostra, che di per sé non è un falla grave – sono “solo 11 mila euro: il concerto dei Pooh, per dirne un’altra, ha creato un buco peggiore – la classica goccia che fa traboccare il vaso. Per quanto mi riguarda, questa maggioranza uscente scende dalla giostra e si ferma un giro.

  • Laura

    Una vergogna. Il giornale del vescovo chiede 11 mila euro per sta roba e l’assessore glieli dà senza batter ciglio. Per il divieto alle biciclette in via Mazzini avevamo organizzato una grande protesta. Questa situazione è ancora peggio. Concittadini, mobilitiamoci. Facciamo vedere che la città non accetta queste porcherie. E Giovanni Paolo II, grande uomo prima ancora che grande pontefice, perdoni tutti coloro che hanno usato il suo nome per finalità quantomeno discutibili.

  • Francesco Torrisi

    ….con i tempi che corrono, col Comune senza soldi per i servizi essenziali ai cittadini, questa Giunta ha ritenuto spendere 22.000.000 di vecchie lirette in questo modo!!!!! Credo che i cittadini abbiano di che riflettere prima di decidere a chi dare il loro voto!!!

  • Fio’

    E per ‘sta roba sono stati spesi 11 mila euro dei cremaschi? Vergogna!
    Anche il bozzetto del tondo è osceno.
    Ma è stato bandito un concorso per chi abbruttisce la città?
    Mi auguro che almeno quello non venga realizzato con fondi pubblici.

    • Jena

      Concordo pure io. Tanto “rumore” per questa mostra, e poi scopri che le foto sono sgranate.