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Agazzi: “Coesione e marketing territoriale,
ricetta per rilanciare Crema comune
capocomprensorio”

da Antonio Agazzi

Il tema del ruolo di “primus inter pares” che la città di Crema da sempre esercita rispetto al territorio cremasco – eredità di politiche consortili il cui valore la sinistra cremasca, è bene ricordarlo in quanto storicamente documentabile, ebbe a scoprire tardivamente – è troppo importante per essere risolto – come vedo fare appunto dalla candidata dello schieramento di sinistra – riduttivamente in strumento di polemica politica nei confronti di un Sindaco e di Amministrazione Comunale ormai davvero prossimi al rinnovo.

Credo che il ruolo di un candidato Sindaco debba davvero andare oltre l’analisi critica, se non altro perchè chi compete per guidare Crema ha l’onere di essere propositivo. Ebbene, io ci provo, ribadendo quanto ebbi modo di sottolineare recentemente, commentando il documento con cui la Caritas Diocesana sviluppava preoccupate considerazioni sull’attuale situazione socio-economica e sulle crescenti, conseguenti nuove povertà.

Dicevo, e ripeto ora, che mi pare giunto il tempo di riflettere insieme, classe dirigente politico-amministrativa ed economica, circa un modello di sviluppo territoriale che ha in sè elementi di fragilità, se è vero come è vero che le Aziende che “occupano” in modo più consistente sono, oggi, il Comune di Crema e l’Azienda Ospedaliera, unitamente al sistema scolastico.

Ciò è il frutto di qualche decennio di processi di deindustrializzazione e di terziarizzazione che, notoriamente, hanno impattato in modo notevole su Crema e sul Cremasco. La presenza in città e sul territorio dell’insediamento universitario, con la Facoltà di Scienze dell’Informazione, non è ancora riuscita pienamente a stimolare un deciso salto di qualità, in termini di innovazione, da parte degli Enti Pubblici e del sistema di piccole imprese che rappresenta l’asse portante della nostra economia locale. Penso che, insieme a Reindustria e a Crema Ricerche, in rapporto fecondo con l’Università, utilizzando bandi regionali, nazionali, europei, si possa e si debba fare di più come territorio per crescere e per essere competitivi, in una Regione, quale è la Lombardia, più all’avanguardia di altre in tema di innovazione e tecnologie.

Il Sindaco di Crema dovrà – insieme ai colleghi del comprensorio – sviluppare un grande lavoro di “marketing territoriale”, nonchè operare affinchè il nostro territorio torni a essere realmente appetibile ai fini dell’insediamento di nuove imprese: quindi, coesione rispetto ai grandi temi dell’infrastrutturazione non solo viaria ma anche tecnologica del territorio. A tal riguardo in Lombardia, rispetto al tema ormai ineludibile anche per noi del cablaggio, è in fase di elaborazione un accordo di programma tra Regione, Comuni di Monza e Concorezzo, Camera di Commercio di Monza-Brianza, consorzio Green hi-tech. Perchè non importare sul nostro territorio un tale modello? Se le nostre Aziende fossero interessate – come credo, lo sta verificando Reindustria – alla posa della fibra ottica e all’innesto della banda larga, quindi disponibili ad attivare contratti di connessione in numero significativo, Regione Lombardia potrebbe direttamente emanare un bando di gara per la realizzazione della rete per un valore economico quantificato grazie a un censimento preventivo delle esigenze del nostro territorio. Le gare verrebbero assegnate solo dopo la trasformazione, da parte delle imprese, del loro interesse in contratti di fornitura del servizio. La Regione – come accade per il progetto pilota sopra citato – finanzierebbe interamente il cablaggio, stabilendo con l’operatore una forma di “revenue sharing” che le consentirebbe di remunerare il proprio investimento e di reinvestire in simili progetti.

Io penso che Crema e il Cremasco abbiano bisogno di tali sinergie, di cogliere tali opportunità, facendo davvero sistema. In tale logica e per tali obiettivi, in qualità di Sindaco di Crema se i miei concittadini decideranno che tocchi a me, mi spenderò senza risparmio, in virtuosa collaborazione con i Comuni del Cremasco, la Provincia, la Regione e tutti gli attori dello sviluppo territoriale.

Antonio Agazzi

 

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