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Territorio, grave emergenza sociale
La Caritas inchioda la politica
alle proprie responsabilità

Una lunga ed articolata lettera inviata a Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale che inchioda la politica alle proprie responsabilità. Il documento, firmato dalla Caritas Diocesana di Crema, mette a nudo le difficoltà che le famiglie del territorio stanno attraversando complice l’inasprirsi di una crisi che dura dal 2009 e pone l’accento sulle mancate risposte a quei bisogni che ormai perdurano da parecchio tempo.

EMERGENZA

“Con la presente la Caritas Diocesana di Crema – si legge nel documento – intende portare alla conoscenza di tutti i consiglieri comunali e del territorio la situazione di grave emergenza che ormai da mesi affligge molti cittadini cremaschi e che sembra aver raggiunto livelli insopportabili, per i quali sentiamo la necessità di una riflessione condivisa e di alcune concrete puntualizzazioni. Da tempo la crisi occupazionale sta colpendo numerose famiglie e, nonostante già dal 2009 i segnali preoccupanti facessero presagire poche possibilità di cambiamento, a distanza di tre anni la situazione sembra precipitare: mancanza di lavoro, sfratti incombenti, famiglie a zero reddito e senza prospettive definiscono il quadro preoccupante che è sotto gli occhi di tutti”.

CRESCENDO DI PERSONE DISPERATE

In particolare – denuncia l’associazione – nelle ultime settimane i continui casi di rischio di distacco di energia elettrica e gas dovuti al mancato pagamento delle bollette dei mesi invernali hanno causato un incessante afflusso ai centri Caritas (diocesani e parrocchiali) e la contestuale impossibilità a far fronte a molte richieste di persone disperate; in alcuni casi si tratta di persone che non si sono mai rivolte prima alla Caritas ed ai servizi sociali perché avevano una occupazione ed erano in grado di garantire autonomia ed equilibrio a sè stessi ed ai propri famigliari.

FONDO SOCIALE INSUFFICIENTE

Le continue erogazioni effettuate attraverso il Fondo Famiglie Solidali istituito dalla diocesi (“unica misura straordinaria presa sul nostro territorio in risposta alla crisi”, osserva la Caritas) proseguono, ma nell’ultimo periodo si sono intensificate anche le richieste e le segnalzioni degli operatori del servizio sociale comunale affinché “la Caritas anticipi i contributi che spetterebbero alle persone e famiglie bisognose”.

AMMINISTRAZIONE E PARTECIPATE, QUALE DIALOGO?

“Eppure – si legge nella lettera – non dovrebbe essere impossibile per l’amministrazione cercare un maggior dialogo con alcune aziende municipalizzate (ad esempio per acqua e metano), e rinviare i tempi di chiusura di tali servizi per quei cittadini in stato di grave necessità. Gli stessi si rivolgono alla Caritas chiedendo un prestito utile ad oggi “solo” a tappare buchi e non a costruire progetti che liberino la persona dal proprio bisogno; si è giunti al paradosso per il quale in alcune situazioni di grave indigenza i sostegni economici elargiti alle famiglie dal servizio sociale servono per ripianare debiti contratti con il comune stesso (ad esempio la mensa scolastica comunale)!

CONVENZIONE 2012 NON STIPULATA

In questo contesto l’amministrazione comunale non ha ancora ritenuto di sottoscrivere la convenzione stipulata annualmente con la Caritas per concorrere almeno in minima parte al sostegno dei servizi di prima e seconda accoglienza. Tutto, infatti, è stato rimandato al dopo approvazione del bilancio.

LA MOSTRA PER IL VENTENNALE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II

“Abbiamo appreso – scrive la Caritas – dai giornali la scelta dell’amministrazione di investire circa €11.000 per finanziare una mostra in ricordo della visita che Papa Giovanni Paolo II fece a Crema nel 1992. Esprimiamo gioia per una iniziativa che celebra il ventennale di questa importante visita e siamo consapevoli che le manifestazioni culturali, seppur in un periodo di difficoltà, debbano essere sostenute. Inevitabilmente, però, ci sorgono alcune domande. Riflettendo infatti sulla scarsità di risorse a disposizione e sulle economie “mancanti”, a detta del Comune, per far fronte alle drammatiche condizioni in cui versano molte famiglie, diventa inevitabile porsi la questione dei criteri in base ai quali si effettuano le scelte politiche: sembra che a volte le priorità della politica non coincidano con quelle dei cittadini e mai come in questo momento ci appare indispensabile intensificare le forme di ascolto, raccordarsi con chi all’interno (servizi sociali) ed all’esterno (enti, associazioni) del Comune ha il polso della situazione e può facilitare una lettura del contesto e dei bisogni. Alcune recenti prese di posizione sia della Diocesi (da parte di Mons. Oscar Cantoni) sia di alcuni esponenti della attuale amministrazione confermano queste nostre perplessità”.

FONDO STRAORDINARIO COMUNALE, UN INTERROGATIVO

“Avvertiamo così un forte bisogno di comprendere meglio – termina il documento -, attraverso il prezioso aiuto di voi consiglieri, quali siano le priorità; vorremmo capire perché per alcune scelte i fondi vengono reperiti con maggior “facilità” e disinvoltura rispetto ad altre; comprendere le ragioni per cui il Comune di Crema non si è preoccupato, anche precedentemente, di istituire un fondo straordinario per affrontare la crisi per sostenere il lavoro e le famiglie, collaborando con le istituzioni del territorio, cosa che altri Comuni sono riusciti a fare”.

 

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