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Una targa in vetrina per chi paga le tasse:
la campagna contro l’evasione fiscale
non convince commercianti e associazioni

Un “bollino blu” per i commercianti che pagano le tasse. La proposta proviene dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera è senza dubbio interessante: alle attività che passano indenni i controlli fiscali viene consegnata una targa o un contrassegno da esporre in vetrina o all’ingresso del proprio locale. E’ l’ultimo passo per sensibilizzare la popolazione alla lotta all’evasione, tuttavia resta qualche riserva su come i commercianti accoglieranno l’idea di essere etichettati per buona condotta, in bilico tra la buona intenzione dell’iniziativa e la necessità di approfondire la questione.

ZANINELLI: “O TUTTI O NESSUNO”

“Non sono mai contro le buone idee – commenta Antonio Zaninelli – Ma parto dal presupposto che tutti i commercianti dovrebbero emettere lo scontrino a prescindere da controlli o contrassegni”. Anche il presidente dell’Ascom cremasca sposa la linea di chi vorrebbe estendere la politica del bollino a tutte le attività, dagli avvocati agli artigiani, in modo da spalmare il discorso dell’equità fiscale su tutte le categorie e ridimensionare in modo efficace la tassazione a tutti i contribuenti. “E’ una questione prima di tutto morale e poi legale – chiosa Zaninelli – apprezzo l’intenzione della proposta, a patto che però venga estesa ad altre categorie compresi gli ambulanti o le associazioni che in occasioni particolari come eventi o feste svolgono attività di profitto”. Il rappresentante Ascom serba tuttavia qualche perplessità su come potrebbero accogliere l’idea i commercianti, sentendosi classificati dalla presenza o meno di un contrassegno.

ZUCCHI: “MENTALITA’ DA RISANARE”

Perplesso il segretario dell’Asvicom: “L’evasione fiscale non è un atteggiamento da “incollare” solo al professionista o all’azienda; quella dei bollini è un’idea che va approfondita per evitare facili fraintendimenti tra la gente”. Enrico Zucchi sposta l’attenzione sulle cause di un’evasione che nonostante l’accresciuta sensibilità sociale non accenna a migliorare, da una tassazione troppo elevata a un sistema inadatto alle esigenze del Paese e dei consumatori, che ad oggi non hanno la possibilità di scaricare dal reddito le imposte pagate. In seconda battuta il segretario Asvicom valuta l’evasione dal punto di vista del consumatore, che spesso non richiede lo scontrino o accetta di pagare in nero; “le radici culturali sono molto lontane e l’atteggiamento è molto generalizzato nel mondo imprenditoriale e nell’universo dei consumatori, nella convinzione “folle” che il proprio interesse personale prevalga su quello collettivo” commenta Zucchi, che prima di parlare di targhe o bollini propone di rivoluzionare la cultura alla base del commercio.

Lidia Gallanti

 

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