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Tre Onorevoli contro il Governo Monti
Castelli, Salvini e Torazzi in piazza Duomo
ma la risposta cremasca rimane timida

La Lega non scalda Crema. Nonostante la presenza di ben tre Onorevoli del Carroccio la manifestazione organizzata in città per protestare contro il Governo Monti e lanciare la candidatura di Barbati si è rivelata pacata e numericamente più modesta del previsto; pochi fazzoletti verdi ma molti curiosi, che incappando nell’assemblea leghista si sono spesso fermati a prestare orecchio ai tre parlamentari.

IL CORTEO

Il ritrovo era alle 17 in piazza Garibaldi. Tre striscioni e un centinaio di persone: risposta abbastanza fredda da parte dei cremaschi, considerando che le aspettative di partecipazione erano quattro volte più alte: i manifestanti avrebbero dovuto superare le 400 presenze. Non manca il cordone di sicurezza di carabinieri e polizia che segue con discrezione il corteo durante la risalita di via Mazzini, che con cori e slogan ha marciato a passo lento su piazza Duomo; in testa c’erano i parlamentari  Alberto Torazzi, Matteo Salvini e Roberto Castelli, affiancati da rappresentanti di partito locali come Matteo Soccini, Walter Longhino e ovviamente il candidato sindaco Angelo Barbati.

IL COMIZIO

Ad accogliere i manifestanti in piazza Duomo c’è un piccolo palco affiancato da tre motrici agricole, una di queste sormontata braccio meccanico che sostiene un enorme manifesto di propaganda. In apertura e chiusura le casse diffondono a tutto volume le note del “Va’ pensiero” verdiano, il corteo si raduna e il comizio inizia: i manifestanti si radunano sotto il palco, ma molti passati incuriositi si fermano nel loro passaggio per scorgere i tre uomini di Montecitorio che si avvicendano al microfono. A Torazzi tocca il primo intervento che subito si focalizza su lavoro, pensioni, stipendi e mondo agricolo sono i temi caldi portati in città e già dibattuti in aula parlamentare cui ogni tanto i manifestanti rispondono con cori o slogan politici.

“CREMA, ADESSO O MAI PIU’”

L’annunciata invettiva contro il governo tecnico “dei banchieri” si posta via via sulle quesitioni locali: la Lega continua a dichiararsi unico partito di opposizione, e in questa tappa cremasca vede l’occasione di emergere. “Adesso o mai più” dichiara Salvini, “E’ il momento di cambiare le carte in tavola e iniziare a salvare l’Italia, e bisogna farlo partendo dai comuni”, incalza Castelli. Lo storico esponente del movimento rilancia l’attività del Parlamento Padano, che nei prossimi mesi chiamerà a raccolta i sostenitori in diverse attività a carattere locale e nazionale. L’assemblea si chiude con un’esortazione all’unità di partito, carta su cui il Carroccio intende puntare tutto anche per le ormai prossime elezioni.

Lidia Gallanti

 

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