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Il Centro Galmozzi presenta
“Un Gioiello di Tornio”
Libro e DVD sulla storia della Canavese
Sala Alessandrini piena di ex dipendenti

Nella foto Bianchessi, Zambelli, Vailati, Antonaccio

 

In una Sala Alessandrini gremita in ogni ordine di posto, il Centro Ricerca Alfredo Galmozzi ha presentato l’ultima fatica: “Un gioiello di tornio – Il mondo Canavese”, un libro e un film documentario, ricco di documenti e testimonianze dei lavoratori della storica “Canavese”, una fabbrica, che è stata tra le più esaltanti esperienze del lavoro del territorio Cremasco.

L’OPERA

Il libro, stampato dalla tipografia Trezzi e che si apre con il riferimento all’articolo 1 della nostra Costituzione, ha tre autori: Anna Maria Zambelli, insegnate e collaboratrice del Centro Galmozzi, Walter Bianchessi e Antonio Vailati ex dipendenti della Canavese, mentre la parte grafica è stata curata da Davide Severgnini.
Il DVD allegato al libro, e che nel prossimo futuro sarà possibile scaricare anche dal sito del Centro è stato realizzato da Stefano Erinaldi, con le musiche di Mattia Manzoni e la voce narrante di Giovanni Bassi.
Oltre al contributo di diversi sponsor, la pubblicazione per la cui realizzazione sono stati necessari due anni di lavoro, ha avuto il patrocinio del comune di Crema, dell’Associazione Industriali di Cremona, di Reindustria e delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL di Cremona.

Il pubblico presente

UN’AZIENDA DA NON DIMENTICARE

Ad introdurre la presentazione Nino Antonaccio, coordinatore del comitato tecnico-scientifico del Centro Galmozzi, che ha specificato come questo lavoro suscita tanti ricordi, ma non vuole essere nostalgico, ma guardare al futuro, come dimostra anche la veste grafica della copertina, “moderna e metallica”.
Anna Maria Zambelli, coordinatrice dei volontari del Centro, ha ripercorso le tappe della gloriosa Canavese, azienda che si è imposta in tutto il mondo tra gli anni ’60 e gli anni’80, per la produzione di torni apprezzati dal mercato italiano e internazionale, grazie al lavoro dei suoi dipendenti, 250 nel 1981 e del titolare Luciano Canavese, “che mai ha amato il termine padrone”.
Ma non tutte le grandi storie hanno un lieto fine e così, dagli anni’80, per problemi con le banche, in una fase di passaggio di tecnologia, con l’avvento dei torni a controllo numerico computerizzato, inizia il declino dell’azienda, che chiude definitivamente nel 2006, lasciando però in eredità a tutto il territorio, competenze e professionalità.

IL DVD

Tante le testimonianze dei lavoratori che, con passione ricordano la loro esperienza non solo lavorativa, ma di vita e di relazioni sociali e umane, all’interno della Canavese.
Curiosa la testimonianza di Adolfo De Poli, che parlando dell’assistenza tecnica che l’azienda forniva  ai clienti anche all’estero, racconta di come dovette affrontare il viaggio in auto, addirittura fino  in Svezia, lui, che ancora non era munito di patente di guida.

IL SINDACO CHIEDE SCUSA

Breve ma significativo il saluto del sindaco Bruno Bruttomesso, che ha detto di conoscere bene quello che ha rappresentato la Canavese per la città di Crema e si è congratulato con il Centro Galmozzi, per la sua attività di ricerca. “Da amministratore di Crema ho il rimorso perché non si riesce a partecipare economicamente alle vostre iniziative – ha detto il sindaco – chiedo scusa, ma la situazione di bilancio non lo ha consentito”.

Ilario Grazioso

 

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