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“La mia è la candidatura dell’uomo libero
e non ho apparati a sostegno”
Borghetti si presenta così al giudizio
del popolo del centrodestra
E su Ancorotti: “Scelto a tavolino”

“La mia è la candidatura dell’uomo libero. Gli altri, mi sembra di intuire, alle spalle hanno apparati che li sostengono. Per me è diverso, io mi rivolgo direttamente alle gente”. La grinta di Maurizio Borghetti non si discute. Sulla carta, dei tre candidati ai nastri di partenza delle primarie del centrodestra lui è l’outsider. Ma la cosa non lo spaventa. “Non servono sogni, ma buoni risvegli” è il mantra che ha voluto a caratteri cubitali sui manifesti in stile social network che saranno affissi in città nelle prossime ore e che ripete nel corso della conferenza stampa di presentazione. “Ho voglia, entusiasmo ed esperienza per poter concorrere e aspirare a fare il sindaco della città – si butta a capofitto nel tema -. I partiti hanno la necessità di cambiare; le dirigenze soprattutto, che dal governo Monti hanno preso una bella legnata. Metodo e sistema vanno rinnovati, ecco perché mi sono sempre schierato a favore delle primarie. Non possono sempre essere sempre le solite 2/3 persone a scegliere i candidati, chissà poi con quali fini. Dunque ben venga questo strumento di partecipazione diretta”.

STOP TASSE: CERTEZZA, NON PROMESSA

Fra le argomentazioni di tipo amministrativo sostenute e sviluppate da Borghetti, il piatto forte riguarda la necessità di non appesantire il prelievo fiscale a carico dei cremaschi. “Conosco le vicende e i numeri del Comune – puntualizza – e posso dire una cosa con assoluta certezza: le tasse si possono non aumentare, perché esistono ancora margini di taglio sulla spesa pubblica”. Una posizione, la sua, portata avanti all’interno della Giunta anche in contrapposizione con i vertici del Pdl e che è disposto a mantenere anche in caso di vittoria nella campagna elettorale. “Mi pare che un successo del centrosinistra – osserva -, con tutte quelle promesse sul faremo e le posizioni preconcette sul no all’intervento del privato, non possano che andare nella direzione contraria. Con il Comune che non può contrarre mutui, le opere si possono fare solo aprendo al privato o aumentando tasse e tariffe”. Altri temi caldi restano il sì alla Cittadella dell’Anziano (“Se salta l’accordo di programma la Benefattori dovrà adeguare le strutture del Kennedy e potrà farlo solo aumentando le rette a carico degli anziani”) e l’apertura alla partecipazione privata in Scrp (“Che, comunque, dovrà restare saldamente nelle mani del pubblico”).

IL SOSTEGNO DEGLI EX AN

Ma prima di pensare all’eventuale mandato, Borghetti deve battere la concorrenza interna di Antonio Agazzi e Renato Ancorotti. E non sarà facile, anche se l’ex presidente di An un risultato pare averlo già raggiunto: ha ridato vigore a quell’anima aennina del Pdl che negli ultimi anni, almeno a Crema, era finita dietro le quinte. E la massiccia presenza alla conferenza stampa di molti esponenti di quella classe dirigente lo attesta. “Abbiamo aderito tutti al Pdl con convinzione – rimarca l’assessore allo Sport e al Commercio -, dunque non vedo questa contrapposizione. Certo, però, che dagli amici ex An una mano me l’aspetto”.

ANCOROTTI CANDIDATO DECISO A TAVOLINO

Fair play quasi assoluto sugli altri due candidati (“Non esistono contrapposizioni, facciamo parte della stessa area”). Solo una battuta su ciascuno di loro, ma a sordina innestata: “Quella di Ancorotti è una candidatura decisa a tavolino dalla dirigenza, ma non è affatto condivisa” e “Sono certamente più sanguigno rispetto ad Agazzi, ma so come funziona la democrazia e anche che le scelte delle maggioranze vanno assecondate. Inoltre non ho nessuna intenzione, qualora dovessi diventare sindaco, di chiedere l’aspettativa: il mio lavoro è la mia libertà”.

 

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