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Ecco i tre big delle primarie Pdl
Agazzi, Ancorotti e Borghetti
Non sono esclusi altri candidati

– nella foto da sinistra Agazzi, Borghetti, Ancorotti

Eccoli i tre big delle primarie nel Pdl, in programma per l’11 marzo. Renato Ancorotti ha sciolto le riserve e, dopo aver chiesto qualche giorno per pensarci su, ad alcuni esponenti del partito ha comunicato la propria discesa in campo. Accanto a lui, confermati Antonio Agazzi e Maurizio Borghetti. Il primo ha già ufficializzato la propria candidatura in una conferenza stampa, raccogliendo ben 262 firme quando ne sarebbero bastate 90 e lanciando un appello a tutte le forze che si riconoscono nel Partito popolare europeo. Pronto anche Borghetti che potrebbe presentare le linee guida del proprio programma già giovedì. Alle 18 di domani (mercoledì 29 febbraio) stop alla presentazione delle candidature. Non sono esclusi altri politici in corsa per la poltrona da primo cittadino.

AGGIORNAMENTO

AGAZZI BRUCIA TUTTI SUL TEMPO

Antonio Agazzi batte tutti sul tempo. In mattinata, mentre Renato Ancorotti è impegnato nel summit che si concluderà con il suo sì alla candidatura in vista delle prossime primarie del centrodestra, il presidente del consiglio comunale organizza una conferenza stampa e ufficializza la propria disponibilità a prendere parte alla consultazione elettorale interna da cui scaturirà il nome del candidato sindaco. Nel corso dell’incontro con i giornalisti – dove non mancano rimandi a Sant’Agostino, don Sturzo, Martinazzoli e Kant -, Agazzi mette in campo i temi chiave della propria campagna: cambiamento netto delle logiche, dei metodi e delle classi dirigenti politico-amministrative, disponibilità al confronto con i cittadini (“non si governa una città dall’alto”), trasparenza amministrativa e gestione rigorosa delle (poche) risorse pubbliche (“l’imperativo è categorico”), apertura ai privati nella compartecipazione alla realizzazione delle grandi opere “con attenzione rigorosa nel conseguire ritorni e contropartite adeguate alla collettività”), collaborazione “feconda e grata” con la diocesi, impegno nel promuovere e favorire la creazione di formazioni civiche.

Antonio Agazzi

“La mia candidatura – dice – ha l’ambizione di inaugurare una stagione del rinnovamento”. Sollecitato a fornire un giudizio sui 5 anni a guida Bruttomesso, Agazzi risponde: “Io guardo al futuro, non è mio desiderio fare una campagna elettorale con lo specchietto retrovisore attivato. Dico anche che uno dei problemi emersi nel corso del quinquennio è legato all’incapacità di comunicare in modo adeguato le cose buone portate a termine. A cominciare dal Pgt, frutto del lavoro egregio dell’assessore Piazzi, che in sede di adozione ha ottenuto il voto favorevole di Verdi e Città Amica Solidale, forze di minoranza”. Stesso discorso per il sottopasso di via Indipendenza, “che risolverà il 50 percento del problema legato alle barriere ferroviarie”. Sulla presenza di Ancorotti, “il figliol prodigo”, Agazzi usa prudenza (“Non è corretto parlare di altri candidati, queste primarie non devono trasformarsi nei capponi di Renzo”), ma rivendica la propria coerenza di percorso: “Io, al posto suo, non avrei accettato di correre in una lista antagonista al candidato del Pdl come fece lui alle ultime Provinciali e nemmeno mi sarei presentato in una lista appoggiata dal centrosinistra per la scelta dei membri del Cda di Scrp. Renato, di fatto, oggi è il candidato dell’apparato del partito. Dunque posso dire che il candidato del rinnovamento e della discontinuità sono io”.

Agazzi ammette apertamente di guardare con favore a quelle forze che si riconoscono nel Ppe. Al presidente del consiglio comunale non manca certo il bacino di voti da cui attingere: mondo cattolico vicino al centrodestra, simpatizzanti dell’Udc ma forse anche di Fli e Alleanza per l’Italia potrebbero sostenere la sua candidatura.

 

ANCOROTTI E IL VICESINDACO DONNA

Il via libera di Ancorotti è arrivato invece in mattinata. L’imprenditore ed ex assessore alla Cultura si è preso 24 ore in più per decidere. Risposte importanti le attendeva anche da una riunione in programma lunedì sera fra gli esponenti di una delle anime politicamente e numericamente più importanti del partito e l’assessore regionale Rossoni. Incassato anche quel via libera, ecco che stamattina è arrivata l’ufficialità anche sulla sua candidatura. Ancorotti, recordman assoluto di preferenze alle amministrative del 2007, può certo contare sull’appoggio ufficiale dell’apparato e su quella vasta area del mondo dell’imprenditoria che si riconosce nel centrodestra. Nel Pdl in molti sperano che la sua presenza catalizzi anche altri voti in libera uscita fra ex e post leghisti, e vecchi appartenenti di Forza Italia non più organici al Popolo della Libertà. In caso di una sua affermazione la poltrona di vicesindaco potrebbe andare ad una donna. E in parecchi indicano Laura Zanibelli come la prescelta.

 

BORGHETTI UOMO DELLE ‘IMPRESE IMPOSSIBILI’

Maurizio Borghetti non arretra di un centimetro e anche lui sarà ai nastri di partenza. L’assessore allo Sport e al Commercio ha raccolto le 90 firme necessarie alla presentazione della candidatura in tempo record e ha già pronta la cartellonistica elettorale a sostegno della campagna per le primarie. Ultimo segretario di Alleanza Nazionale, Borghetti aveva attenuto l’imprimatur proprio dalla corrente del partito vicina ad ex An e post-missini. La candidatura “forte” di Ancorotti, in questo senso non lo aiuta ma nemmeno lo spaventa. In fondo, anche partendo da posizioni di minoranza all’interno della coalizione, l’assessore diverse battaglie le ha già vinte. A cominciare dalla linea imposta ai commercianti sul plateatico per finire con le scelte che reggono l’impianto del Bilancio 2012 che portano la sua firma in calce.

 

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Commenti
  • agostino savoldi

    EVVIVA!!!!!! IL FUSTIGATORE ANCOROTTI é IL CANDIDATO dei PEAGIAS .

    ALLA FACCIA DELLA COERENZA

  • jena

    leggo: “…dove non mancano rimandi a Sant’Agostino, don Sturzo, Martinazzoli e Kant -, Agazzi mette in campo i temi chiave della propria campagna: cambiamento netto delle logiche, dei metodi e delle classi dirigenti politico-amministrative, disponibilità al confronto con i cittadini (“non si governa una città dall’alto”), trasparenza amministrativa e gestione rigorosa delle (poche) risorse pubbliche”…ma ragazzi…mai più senza.Adesso si svegliano con la trasparenza e la condivisione e la politica partecipata.non credibili.