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Coraggio professore, tagli le tasse!

Le tasse in Italia stanno diventando mortali: o le tagliamo in fretta o affoghiamo. Non ci sono più soldi in giro. Le imprese impiegano 103 giorni per onorare una fattura, lo Stato addirittura 180. E’ il record (negativo) europeo. Per colpa dei pagamenti in ritardo il denaro non circola più. E congela a cascata un intero Paese. Lo Stato deve alle imprese 90 miliardi. Pantalone non paga e lo Stivale resta a secco.  Volano solo le mazzette. Lo scriveva già Montanelli nel novembre ’93: “In Italia il minimo di corruzione – fisiologico in una democrazia – è diventato il massimo: una colata di liquame che non conosce più argini”.

Abbiamo poi gli stipendi che sono diventati tra i più bassi d’Europa. Peggio di noi solo portoghesi, maltesi, sloveni e slovacchi. Non solo:il 42,9% finisce in tasse, un po’ meno della Danimarca ma lì almeno il Welfare funziona. Voglio dire: già si guadagna poco, poi ci si mette lo Stato ed allora buonanotte suonatori.

Diciamola fino in fondo. Abbiamo un Fisco ingiusto, distratto, feudale, sadico, esoso, persecutore, azzeccagarbugli. Consente al padrone di pagare meno del suo operaio. Premia i furbi che si destreggiano tra i cavilli. Ci tortura con una incomprensibile denuncia dei redditi: per compilarla ci sono 15.799 regole. La Bibbia, per capirci, ha solo dieci comandamenti.

In questo Paese non si produce più. Abbiamo un milione e mezzo di badanti. Siamo il Paese più vecchio del mondo dopo il Giappone e ciò significa che è maggiore pure la spesa pubblica. Tagliare le tasse forse non è la panacea di tutti i mali ma un certo impulso alla crescita lo darebbe di sicuro.

Lavoriamo sette mesi per pagare le imposte. Cioè  fino all’8 agosto, giorno di San Domenico (propongo che, per questa liberazione, diventi il patrono dei contribuenti). Onestamente è troppo Ed allora? Allora, pur non essendo un economista ma solo un frequentatore di tartassat, mi permetto di suggerire a” Trenta e loden “ un decalogo da mettere subito in pratica.

1. Abbassare le aliquote è l’unico modo per fare pagare le tasse a tutti (ed arginare l’evasione).
2. Semplifica le procedure della dichiarazione dei redditi.
3. Abolire un centinaio di tasse inutili.
4. No ai prelievi in busta paga (anche i dipendenti devono poter versare come i professionisti).
5. Aumentare le sanzioni (il Fisco sarebbe più temuto, forse).
6. Rifare l’amministrazione (concentrare le energie su accertamenti esemplari)
7. Non cambiare le leggi ad ogni stormir di fronde (il contribuente deve avere criteri certi e continuativi).
8. Fare accertamenti mirati e non mediatici (vedi i blitz di Cortina ed altre località vippaiole).
9. Mettere a punto un Manuale del Fisco (raggruppando tutte le leggi fiscali che non devono essere mai retroattive).
10. Dare più autonomia ai Comuni (senza rinunciare al principio della solidarietà).

Enrico Pirondini

 

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