Cronaca
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La teoria della finestra rotta
e l’abbandono del quartiere San Carlo
Coti Zelati: “Bruttomesso & Company
hanno altro a cui pensare”

La teoria della finestra rotta indica come il modo migliore per creare luoghi e situazioni, vivibili e, in generale, promozionali per le persone che li abitano, consiste nel mantenere quel luogo bello e curato.
Al contrario lasciare una finestra rotta porterà, probabilmente, a creare le condizioni perché venga rotta anche la finestra vicina.
Parte da queste considerazioni Emanuele Coti Zelati, già candidato alle primarie del centrosinistra e ora uno dei tutor dell’Officina di Stefania Bonaldi.

AMMINISTRAZIONE LONTANA

La scorsa estate si è descritto San Carlo come un quartiere in mano ai teppisti.
“Dopo il polverone di quelle settimane, i ragazzi hanno organizzato un aperitivo di riconciliazione e una pulizia del quartiere, ma – sottolinea Coti Zelati – l’intervento dell’amministrazione comunale è stato nullo. Zero, ecco quanto é l’interesse che questa giunta nutre verso gli abitanti di un quartiere che – commenta Coti Zelati – ha la colpa di non essere centrale e verso dei ragazzi che probabilmente hanno più bisogno di essere inclusi, che esclusi ed accusati”.

QUARTIERE ABBANDONATO

Le finestre rotte di San Carlo sono molte: lampioni, bidoni spaccati e, da un paio di settimane, cartelli abbattuti.
“Nessun intervento, eppure – commenta Emanuele Coti Zelati – sarebbe stato sufficiente, con poche decine di euro, aggiustare la prima finestra, per evitare di dover aggiustare le successive. La cura verso i propri cittadini deve essere il principale interesse per l’amministrazione di una città e questo atteggiamento, passa anche attraverso la manutenzione dei luoghi di vita”.

CITTADINI TRASCURATI
“Evidentemente Bruttomesso & C hanno altro a cui pensare – dice l’ex candidato alle primarie del centrosinistra – ma resta chiaro, che le finestre rotte sono visibili a tutti gli abitanti di San Carlo e testimoniano il disinteresse di questa amministrazione”.

i. g.

 

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