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I veri esuberi sono in Parlamento

Coraggio, dimezziamo il numero dei parlamentari. Facciamolo subito, anzi è già tardi. Giorni fa il Trio Lescano Alfano-Bersani-Casini alla fine di un lungo vertice ha trovato l’accordo: via 200 parlamentari. Non è un dimezzamento ma neppure una riduzione trascurabile. Ma la faranno davvero? Un po’ di scetticismo non guasta: si sa come lorsignori cominciano, mai come finiscono. Per adesso  si sono presi tre settimane di tempo per studiare (capirai) la sforbiciata; poi – lo hanno solennemente promesso – presenteranno il documento, frutto delle intese raggiunte. Ma spunta già uno scoglio: per rendere legge questa prima intesa Pdl-Pd-Udc ci vorrà minimo un anno. Il “taglietto” non è un bruscolino: per far scendere gli “onorevoli” a “circa” 500 e gli inquilini di Palazzo Madama da 315 a 250 – a casa un onorevole su cinque! – occorrono la bellezza di quattro passaggi parlamentari. Lo chiede la Costituzione, articoli 56 e 57. Per cambiare un articolo della Costituzione ci vuole il “doppio sì” di Camera e Senato, distanziato di tre mesi. Quindi, minimo, passerà un anno. E siccome si voterà ad aprile 2013 è facile che non succeda nulla. D’altra parte quelli non sono fessi: mica taglieranno il ramo su cui sono seduti. Si è mai visto un cappone che accelera le pratiche per il brodo di Natale?

La storia è vecchia: negli anni Ottanta il democristiano Mario Usellini aveva proposto un taglio graduale, 50 ad ogni legislatura. Sono passati trent’anni e siamo ancora qui, con le forbici in mano e i medesimi che girano nel solito tourbillon. Poi ha rilanciato la proposta Berlusconi, il quale essendo uomo d’azienda sa che nei momenti difficili in tutte le imprese si cominciano a tagliare i costi inutili. Per carità, il Parlamento non è un costo inutile, l’eccessivo numero di parlamentari invece  sì. E’ finita che hanno “tagliato” Berlusconi. Ora,  ci provano i tre grandi segretari. Auguri.

E’ il caso di ricordare che i 945 deputati e senatori ci costano una fortuna. Per ognuno di loro spendiamo 1,5 milioni di euro l’anno; il doppio della Francia, il triplo della Germania. Abbiamo la Casta più ricca d’Europa.Nei 27  paesi dell’ Unione nessuno,oltretutto, ha tanti rappresentanti come ne abbiamo noi :952 con i senatori a vita. Nessun altro paese li paga quanto noi (140mila euro lordi).Negli Stati Uniti (300 milioni di abitanti) gli eletti sono 535 : 435 alla Camera, 100 al Senato. Se si applicasse la stessa proporzione in Italia (60 milioni) ci basterebbero 100 deputati:80 alla Camera, 20 al Senato. Perché invece ne occorrono quasi dieci volte di più?

Diceva mio nonno: poca brigata, vita beata. E’ evidente che quasi mille parlamentari, stretti in due stanzoni, non possono produrre un granchè.  Ed infatti, spulciando tra le “chicche”, abbiamo persino  trovato un codice per la lotta alle mosche ed un regolamento per l’uso della gonna (vietata ai maschi). Sono tanti, sono troppi e molti di loro si annoiano. Per dare un segno della loro esistenza qualcuno riesce ad imbucarsi in qualche generoso talk show dove finge di litigare per attirare l’attenzione. Altri aspettano e sperano di rientrare a casa dove un foglio amico pubblica volentieri una loro velina o una loro foto mentre tagliano un nastro. Certo, è un impegno pesante andare a Roma tutte le settimane, stare nella capitale tre-quattro giorni, andare gratis dal barbiere, fare shopping in via dei Coronari, mangiare due cosucce dalla Sora Lella o da Giggetto al Portico d’Ottavia. Ma per 12mila euro al mese si può fare. O no?

Enrico Pirondini

 

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