Cronaca

Così la piccola Procura di Cremona
smaschera il campionato degli scandali
Stamattina altri due arresti

Nuovi clamorosi sviluppi sulla vicenda del calcioscommesse  avviata dalla Procura della Repubblica di Cremona, tra imbrogli, scommesse clandestine e criminalità organizzata. Ci sono infatti nuovi arresti nell’ambito dell’inchiesta “Last Bet” sul calcioscommesse coordinata dalla Procura di Cremona: questa mattina sono stati arrestati dalla polizia il portiere del Piacenza Mario Cassano e l’infermiere barese Angelo Iacovelli. Nei confronti dei due sono stati eseguiti dei provvedimenti di custodia cautelare firmati dal Gip Guido Salvini su richiesta del Procuratore Roberto Di Martino che sono stati eseguiti dalla polizia. L’accusa per entrambi sarebbe quella di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva, la stessa che ha portato in carcere fino ad oggi una trentina di persone. Il nome del portiere Cassano era emerso dopo l’interrogatorio dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, per la presunta combine per il match Atalanta-Piacenza. Iacovelli era stato ascoltato (facendo alcune ammissioni) nei giorni scorsi dai magistrati di Bari che indagano su un altro filone del calcioscommesse e sarebbe un tramite tra scommettitori e alcuni calciatori.

Lo scandalo calcioscommesse si allarga franando su tutto i calcio italiano, tanto che Roberto Di Martino, procuratore di Cremona, parla di un “campionato di Serie A completamente falsato”, quello del 2010-2011, la stagione precedente. Il pm spiega: “Alcune squadre hanno compromesso la genuinità della lotta per la retrocessione, altre quelle per la qualificazione in Europa League, altre ancora singole parite”. Di Martino sottolinea che “mettendole insieme, la quantità di gare truccate è tale che l’intero torneo è da considerarsi compromesso”. La scandalo insomma non riguarda solo i bassifondi delle classifiche e qualche scommessa. Secondo nuovi documenti istruttotri acquisiti dalle indagini delle Procure di Cremona e Bari – documenti di cui ha dato conto Repubblica – il crimine organizzato sarebbe un vero e proprio cancro per il calcio italiano (e non solo). Secondo le indagini cremonesi 14 partite dello scorso campionato sarebbero state completamente truccate. Da una piccola Procura di provincia, alle prese con altre vicende importanti (si pensi ad esempio all’inquinamento Tamoil o ai rischi – come ha sottolineato lo stesso procuratore – legati alle infiltrazioni della ‘ndrangheta), arriva dunque una inchiesta condotta in maniera rigorosa ed esemplare che scoperchia il marcio del calcio professionistico.

 

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