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Rete Scuole Crema e le verticalizzazioni:
“Operazione finalizzata solo al risparmio
Negli ultimi 10 anni scuola pubblica
saccheggiata con i tagli alle risorse”

Chi vive quotidianamente la scuola, sa benissimo che i problemi sono tantissimi a partire dalle difficoltà economiche che hanno i vari Istituti per pagare le supplenze di docenti e personale Ata.
Negli scorsi giorni, dopo mesi di incontri a vari livelli, la giunta provinciale, sulla scorta delle indicazioni ricevute dai consigli comunali interessati agli accorpamenti, ha deliberato che dal prossimo mese di settembre, saranno operativi nell’alto cremasco tre istituti comprensivi, con dirigenze a Pandino, Rivolta d’Adda e Spino d’Adda, mentre partenza rimandata all’anno scolastico 2013-2014, per i tre istituti ipotizzati per Crema e quello di Bagnolo.
ReteScuole Crema, da sempre attenta all’argomento, che già in passato ha trattato in maniera approfondita, coinvolgendo le famiglie il mondo della scuola e l’intero territorio, con una nota ha voluto fare alcune riflessioni.

Varie interpretazioni degli obblighi di legge
A chi si appellava agli insormontabili obblighi di legge – scrive Rete Scuole – vogliamo fare notare che la provincia di Milano ha accordato al comune la deroga agli accorpamenti, in 19 istituti che sarebbero nati dalla fusione di ben 75 autonomie scolastiche.
Mentre a livello nazionale è emerso in un incontro a Roma, tra il ministero dell’istruzione e le organizzazioni sindacali, che finora le amministrazioni regionali hanno deliberato la chiusura di 600 scuole a fronte delle 1.300 preventivate .

Prevale la logica dei numeri e non la qualità del servizio
Il ministro Profumo ha ribadito la necessità di dare puntuale attuazione del piano di dimensionamento, al fine di realizzare i risparmi di bilancio previsti dalla manovra finanziaria di luglio 2011. Ancora una volta – sottolinea rete Scuole – prevale la logica dei numeri e non della qualità del servizio.
Da tutto ciò emerge come la verticalizzazione sia un’operazione complessa e  finalizzata solo al risparmio, con conseguenza immediata la scomparsa di circa 4000 posti di lavoro, tagli questi, che secondo Rete Scuole crema sono avulsi da un progetto pedagogico–didattico.

Opposizione ragionata
Rete Scuole Crema, in questi mesi ha predisposto in tutti i Consigli di Circolo e d’Istituto una opposizione tanto decisa, quanto ragionata. “È bene chiarire che la nostra posizione non è assolutamente pregiudiziale né è alimentata da antipatie di tipo politico – scrivono nella nota – ma si basa sul fatto che, la scuola pubblica è una cosa molto seria e qualificante. Al contrario, negli ultimi 10 anni non solo abbiamo assistito ad un sistematico saccheggio delle sue risorse, con pesanti tagli di contributi, drastiche riduzioni di orario e licenziamenti selvaggi, ma abbiamo dovuto constatare una sempre maggiore semplificazione, se non ad una banalizzazione, dei problemi scolastici. Ed è proprio il caso delle verticalizzazioni”.

Resistenza in difesa della scuola pubblica
Abbiamo contribuito a costruire una rete di resistenza in difesa della scuola pubblica – concludono da Rete Scuole – perché crediamo che la scuola sia uno degli assi portanti della nostra società. E soprattutto oggi, dato che viviamo una difficilissima crisi, sia economica che di valori, è quanto mai indispensabile investire nell’istruzione per poter sperare in un futuro semplicemente migliore.
La scuola in cui crediamo e per la quale intendiamo lottare – precisa Rete Scuole Crema – è una scuola che guardi avanti, che educhi, che creda che l’amore per la cultura, sia davvero il lasciapassare per una società solidale, aperta e costruttiva.

La prossima riunione del gruppo Rete Scuole Crema è fissata per mercoledì prossimo alle 17 alla Galmozzi.

i. g.

 

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