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Cavalieri e altre poesie, metafore della vita
Mostra di Hervé Barbieri
nella sala del San Domenico

– la conferenza stampa di presentazione dell’evento e sotto, nella gallery, l’anteprima delle mostra di Barbieri

 

“L’opera deve saper creare il silenzio giusto”. Hervé Barbieri si racconta con una mostra dedicata a una delle figure più emblematiche della propria ricerca artistica. “Cavalieri e altre poesie” gioca sulle metafore della vita umana, fatta di attimi concitati o malinconiche riflessioni che rimangono incastrate nella materia fino a diventare poesia. La raffinatezza della terracotta, l’espressività del bronzo e la pregnanza del cemento danno vita ad opere intense ed espressive, talvolta bozzetti per altri lavori monumentali su cui l’artista sta ancora fantasticando; con questa esposizione infatti si chiude un ampio percorso sperimentale che presto cederà il passo alla scultura monumentale, prossima aspirazione dello scultore cremasco.

AL SAN DOMENICO

La mostra verrà inaugurata presso le sale espositive del San Domenico sabato 14 gennaio alle 17, e si protrarrà fino al 5 febbraio; gli spazi saranno visitabili dal martedì al sabato dalle 16 alle 19, mentre la domenica si potrà accedere anche in mattinata dalle 10 alle 12.

LE OPERE
Scultura come ascesa: le riflessioni di Hervé Barbieri si modellano sulla materia e diventano figure solide, uomini, animali, volti, superfici levigate o appena abbozzate che raccontano una ricerca spirituale profonda e intensa. Così le gambe dei cavalli si allungano verso l’alto in una tensione che riprende la meditazione del cavaliere, talvolta sconfitto, talvolta solo malinconico o assorto; questo il destino dell’eroe umano, sempre proteso oltre sé stesso ad afferrare verità forse ancora troppo lontane dalla materia che lo compone. A fianco di materiali più classici come bronzo e terracotta Hervé sperimenta il cemento, apprezzato proprio per la sua forza materica e la capacità di lasciarsi plasmare da fresco e “maltrattare” quando è diventato forma solida. Le masse definite e vibranti ricordano le superfici abbozzate di Medardo Rosso, o ancora evocano gli amati uomini a cavallo di Marino Marini piuttosto che le esili figure di Alberto Giacometti; tante reminiscenze novecentesche che  emergono dalla materia di Hervé, che attraverso le mani racconta le proprie poesie quotidiane.

L’ARTISTA

Hervé Barbieri nasce a Crema trentasette anni fa. La sua ricerca poetica nasce con la formazione presso il liceo artistico cittadino, per poi spostarsi a Firenze presso l’istituto per l’Arte e il Restauro. La sua carriera spazia nel panorama nazionale con esposizioni personali e in gallerie rinomate, ma non dimentica il legame con la propria città natale dove tuttora vive e lavora. La sua attività scultorea si sviluppa attraverso lo studio della materia e dei modi di plasmarla, generando superfici che si scontrano con i sensi; la scultura non è più solo forma ma diventa poesia raccontata attraverso masse o superfici, ora ruvide come cemento ora levigate come fine terracotta. Hervé non dissocia mai la tecnica dal contenuto, e ripone in ogni scultura la tensione alla perfezione tipica di una ricerca artistica in continuo fermento.

l. g.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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