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Carburante alle stelle
A Crema quattro distributori
sotto la soglia di 1,7 euro

Il carburante sale alle stelle, la preoccupazione degli automobilisti lo segue. Basta far caso ai cartelli esposti fuori dai distributori per accorgersi che la minaccia dei 2 euro al litro non è poi tanto lontana, ma soprattutto che per risparmiare occorre ancora una volta tenere gli occhi ben aperti. A Crema il prezzo più basso se lo aggiudica la pompa Tamoil di viale De Gasperi con la benzina a 1,639 euro al litro, che sale di circa tre centesimi per la Q8 di via Indipendenza con 1,662, arriva a 1,673 per l’Eni di via Piacenza e 1,694 presso il distributore Shell di via Libero Comune. Questi sono i benzinai virtuosi rimasti sotto la soglia dei 70 centesimi: non è la stessa cosa per l’IP di via Indipendenza che mette la verde a 1,702, seguito dagli 1,708 euro al litro del Tamoil di viale Europa, per poi volare a quota 1,725 per l’Erg di via de Gasperi e toccare il picco di 1,762 sotto le pensiline del Q8 di via Libero Comune. Una forbice di oltre 12 centesimi che incide parecchio sul portafogli; lo stesso discorso vale per il gasolio, combustibile meno pregiato che se fino a cinque anni fa costava circa la metà rispetto alla benzina ora distacca in media di soli 3 centesimi la più nobile cugina.

Ipotizzando di possedere un’auto di dimensioni medie con un serbatoio di circa 50 litri, un pieno presso il distributore più economico ci costa 82 euro per la benzina e 81 euro se fosse un diesel. Se ci fermassimo a far rifornimento presso il più costoso concorrente di via Libero Comune, il nostro pieno lieviterebbe a 88 euro per la verde e 85 per il gasolio; in media cinque euro in più per lo stesso servizio, e senza cambiare città.

Le politiche decisionali dei prezzi rimangono oscure agli automobilisti infuriati che tuttavia non hanno scelta se non quella di cercare il male minore, un’accortezza che in momenti di crisi sta diventando il leitmotiv di qualsiasi acquisto. Così per aggiudicarsi il cliente le società di carburante si giocano tutto con offerte particolari: c’è chi sconta di 10 cent/litro il self service, chi applica la stessa riduzione al carburante “servito” in determinate ore della giornata, e ancora chi fa risparmiare il 5 per cento ai clienti che pagano con il bancomat. I tentativi di tamponare l’impennata ci sono, ma la salita sembra non arrestarsi. Dal canto loro i benzinai possono ben poco, schiacciati tra i prezzi impazziti del carburante e le varie imposte annesse. Aumenta anche lo scetticismo di fronte all’ultima ipotesi di liberalizzazione proposta dal Governo, che propone il libero acquisto del combustibile svincolandosi dalla società di appartenenza; il rischio temuto è quello di scatenare una concorrenza caotica e poco gestibile che finirebbe per abbattersi sui venditori al dettaglio, i quali oltre all’acquisto della materia prima dovrebbero sobbarcarsi nuovi oneri di affitto e manutenzione, ora coperti dalle rispettive società.

 

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