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Scuola e verticalizzazioni
Orini: “Avanti a doppia velocità”
I dubbi dei prof della Rete

Verticalizzazione: la provincia smorza l’allarme. La questione che ha fatto corrugar la fronte a dirigenti scolastici, docenti e amministratori era stata ripresa qualche giorno fa in un comunicato diffuso dagli consiglieri provinciali Pd Rossella Zelioli ed Eugenio Valiati, che chiedevano di posticipare i termini imposti per la presentazione delle delibere. Stamattina l’incontro chiarificatore con l’assessore provinciale all’istruzione Paola Orini: massima attenzione per i contesti territoriali critici, mentre chi è pronto dovrà partire al più presto. Così mentre Crema città dovrà andare per gradi, comuni limitrofi come Capergnanica, Bagnolo, Vaiano, Chieve e Monte Cremasco dovranno attivarsi a breve; stesso discorso per l’Alto Cremasco che partirà con il nuovo sistema già dal prossimo anno scolastico.

ORINI RASSICURA

L'assessore Paola Orini

L’assessore provinciale tranquillizza sui termini delle delibere: “Le delibere sono da guardare secondo la prospettiva della gradualità; la verticalizzazione non è stata decisa dalla Provincia, ma dobbiamo comunque attenerci alle scadenze burocratiche”.

L’input alla verticalizzazione era partito con la delibera ministeriale dello scorso luglio che chiedeva un’azione immediata, cosa che sarebbe stata impossibile; da lì la decisione di posticipare tutta l’operazione a gennaio 2012, scadenza che tuttavia ha trovato ancora le scuole impreparate. L’assessore Orini tranquillizza gli operatori del settore: “Provincia e Regione hanno lavorato per rendere più elastici i parametri, in caso di complessità o criticità basterà dichiarare nella delibera la situazione e il piano d’azione previsto, cosa su cui i comuni si sono già attivati”.

FLESSIBILITA’

La flessibilità si muove in due direzioni: parlando del tetto dei mille alunni previsto per l’accorpamento, territori con proiezioni demografiche positive avranno la possibilità di mantenersi a cifre inferiori. E’ il caso dell’alto cremasco, dove comuni demograficamente in crescita come Rivolta d’Adda, Spino d’Adda, Agnadello e Pandino manterranno tre verticalizzazioni invece delle due temute. Parlando di tempistiche, i comuni che riscontrano situazioni di grande complessità potranno chiedere la cosiddetta gradualità, ovvero progettare una verticalizzazione a lungo termine che possa essere attuata anche nell’anno seguente, sempre dichiarando nella delibera la situazione contingente. In breve, i margini saranno più elastici, l’importante è dimostrare che si sta lavorando.

LA CONTRARIETA’ DI RETE SCUOLE

“Non verrà chiuso nessun plesso” dichiara Paola Orini, “Il decreto parla di soppressione ma nessuna scuola verrà fatta sparire, è da intendere come una riorganizzazione gestionale”, tuttavia le perplessità non si spengono. La complessità dell’operazione era già stata ravvisata dal comitato Rete Scuole, che aveva evidenziato le difficoltà di riorganizzare tutta la macchina dell’istruzione locale in istituti comprensivi a partire dai piani di offerta formativa, le graduatorie dei docenti e il ridimensionamento dell’apparato amministrativo, per non parlare della riorganizzazione totale dei bilancio. Garantire funzionalità e coesione all’interno dei nuovi accorpamenti non sarà un lavoro semplice; in molti contano sulla possibilità di ammorbidire le scadenze finora dichiarate per svolgere al meglio l’arduo compito.

Lidia Gallanti

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