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Negozi senza vincoli d’orario,
la rivolta dei commercianti
Ascom e Asvicom concordano:
“A rischio i piccoli, servono regole”

Negozi sempre aperti per rilanciare l’economia: la grande distribuzione ringrazia, il negozio all’angolo annaspa. E’ questo il giudizio riservato dalle associazioni di categoria nei confronti della terapia Monti, che a giudicare dalle prime reazioni rischia di essere troppo amara anche per i commercianti.

LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI

Il decreto per la liberalizzazione degli orari di apertura varato dal governo da oggi è realtà, e nei prossimi novanta giorni comuni e regioni dovranno rimboccarsi le maniche e adattare al meglio la nuova norma nazionale sulla liberalizzazione già attiva in altri stati europei come Spagna, Francia e Germania. La scelta di sdoganare l’apertura delle attività non convince però commercianti e consumatori del Bel Paese, preoccupati di scivolare in un clima da far west con una lotta all’ultima ora di apertura che poco si addice ad un mercato già fiaccato dalla crisi.

GRANDE DISTRIBUZIONE, CHIUSURA ALLE 22

La risposta della grande distribuzione, infatti, è già iniziata anche nel cremasco: un noto centro commerciale ha diffuso una circolare ai quaranta negozi interni comunicando che per i prossimi tre mesi l’apertura sarebbe stata prolungata fino alle ore 22. Il pensiero va subito ai negozi di vicinato o del centro storico, costretti a sobbarcarsi costi e fatiche extra che rischiano di lastricare il cammino verso la chiusura.

NEGOZI DI VICINATO A RISCHIO

“L’entrata in vigore del decreto dello scorso agosto mette in evidenza che in quel periodo il governo ha preso un bel colpo di sole! – commenta un infuocato Enrico Zucchi, segretario Asvicom –. Immaginare che la crisi che da anni attanaglia il sistema del commercio si risolva dando massima libertà di apertura e chiusura degli esercizi di vicinanza e di grande distribuzione mette in evidenza l’incapacità della classe dirigente di rispondere alle reali esigenze del commercio e degli imprenditori in generale”.

QUESTIONE SICUREZZA

Preoccupato anche il presidente Ascom, Antonio Zaninelli: “Sono favorevole alla libertà di apertura ma con regole ben precise, la totale liberalizzazione porterebbe all’anarchia totale”. Non meno importante la questione sicurezza: “Con un’apertura di 24 ore estesa anche a caffè e locali di ristoro è necessaria una rispettiva supervisione da parte delle forze dell’ordine, che dovrebbero intensificare i servizi notturni con un dispiego di forze e risorse continuo e maggiore”. Secondo Zaninelli è bene andarci con i piedi di piombo, e sfruttare i novanta giorni di decorso previsti per sviluppare direttive ben precise per adattare la nuova norma alle realtà territoriali.

Lidia Gallanti

RIPRODUZIONE RISERVATA

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