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No alle verticalizzazioni
Appello di Rete Scuole
alle amministrazioni comunali

Lettera scritta da Rete Scuole

Il 19 dicembre l’assessore provinciale all’Istruzione, Paola Orini, ha incontrato i sindaci dei Comuni interessati alla operazione che  prevede l’accorpamento in istituti comprensivi delle scuole materne, elementari e medie, creando  macro istituti, anche nella nostra zona, dislocati in una miriade di plessi.

Le delibere di giunta dovranno essere consegnate in provincia entro il 12 gennaio e quindi i tempi sono molto ristretti.

L’assessore ha comunicato loro che “Stabiliranno i comuni, sentiti i consigli di circolo e di istituto, se partire da settembre del prossimo anno oppure se aspettare un anno o due. Le linee guida della Regione riguardanti le verticalizzazioni affermano che laddove sono complesse, può esserci gradualità di applicazione della normativa. Io ritengo che partendo subito si possa ottenere una maggiore flessibilità.”

Il problema sta tutto nell’interpretazione di questo punto.

In primo luogo vogliamo ricordare come l’operazione di aggregazione sia illegale, in quanto la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso di sette regioni che hanno denunciato un’invadenza del MIUR nelle loro specifiche competenze riguardo al dimensionamento.

In secondo luogo nelle scuole è stata ampliamente condivisa la proposta della Commissione IX della Conferenza delle Regioni che, oltre a ribadire ancora una volta la  competenza regionale in questo campo, chiede di rinviare, l’ operazione di dimensionamento, in presenza di forzature, per l’anno scolastico 2014/2015.

Noi pensiamo di  trovarci di fronte a questo caso. L’assessore infatti non può ignorare che la tempistica per la proposta del nuovo dimensionamento e la sua decorrenza dall’anno scolastico 2011/2012 prevedono tempi troppo ristretti. L’ affrettata realizzazione degli istituti comprensivi, come previsto dal legislatore, deve fare i conti con la complessità dell’operazione, che prevede la difficoltà di assicurare la continuità educativa, curricolare, organizzativa, didattica e amministrativa. Basti pensare alla revisione dei Piano dell’Offerta Formativa, al riordino delle procedure per il programma annuale, alla ricomposizione dei collegi docenti, alla sostituzione dei revisori dei conti, alla rivisitazione  dei regolamenti, …

In terzo luogo questa posizione è condivisa dai Dirigenti Scolastici dell’Associazione Scuole Cremonesi Autonome (ASCA), dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani, dal comune di Milano, dalla F.L.C. C.G.I.L.

Infine tutte le scuole coinvolte hanno espresso la loro contrarietà al piano di dimensionamento nel distretto cremasco ed hanno chiesto un rinvio;

• i Consigli di Circolo  Crema Secondo, di Pandino, di Rivolta D’Adda;

• i Consigli d’Istituto delle Scuole Medie Statali Vailati, Galmozzi;

• Il Collegio Docenti del  Circolo Didattico Crema Primo, anche se poi il Consiglio di Circolo ha ritenuto opportuno non prendere alcuna posizione in attesa di chiarimenti;

• Il Dirigente Scolastico del Circolo Didattico di Bagnolo ha deciso di non far esprimere un parere, dando per scontato che gli accorpamenti sarebbero slittati;

• Anche il Dirigente Scolastico della Scuola Media di Pandino, all’interno del Collegio Docenti ha assunto una posizione analoga.

ReteScuole Crema, nel confermare che continuerà a seguire con attenzione questo processo, auspica che le amministrazioni comunali coinvolte, al di là della loro appartenenza politica, non si schierino aprioristicamente, ma nel pieno della loro autonomia, condividano il parere tecnico e le richieste espresse dai Dirigenti Scolastici, dai docenti, dai genitori, dal personale amministrativo nei Consigli di Circolo e d’Istituto.

Il nostro non è un discorso ideologico, ma una presa di posizione a difesa della qualità della scuola pubblica e sarebbe veramente difficile capire, per il mondo della scuola, una contrapposizione da parte di quelle Giunte con le quali si collabora da anni.

Rete Scuole Crema

 

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