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Cremasca Servizi, l’avvocato Italiano:
“L’amministrazione comunale
ha mancato di rispetto”

Lettera scritta da Rosaria Italiano

– la avvocato Rosaria Italiano

 

Premetto che non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e già questo è di per sé una palese dimostrazione di mancanza di rispetto, di arroganza e anche di incapacità  professionale. I giornalisti fanno i giornalisti e quando hanno una notizia fanno bene a pubblicarla. Ma una amministrazione seria prima di far girare sui giornali una notizia che riguarda le persone dovrebbe quanto meno comunicarla a chi è direttamente interessato. Se poi le notizie apparse sulla stampa circa la nomina dell’amministratore unico di Cremasca Servizi corrispondono a verità,  e non ho motivi per pensare il contrario, sento il dovere di fare alcune precisazioni che non sono mosse da personali interessi ma solo dal senso civico di chi non è più disposto a tollerare in silenzio le soperchierie.

Allora ricapitoliamo la storia di questo bando che, fin dalla sua emissione mi ha stupito: infatti non si richiedeva alcun requisito specifico. Andava bene per tutti? Naturalmente no! Essendo la sottoscritta ex dirigente pubblico e, purtroppo avanti con gli anni, non mi ci è voluto molto a capire. Bando senza requisiti = scegliamo noi chi vogliamo.

Sostanzialmente una farsa per dare un contentino nell’infuriare della polemica intorno al precedente amministratore. Ma ecco che spuntano quattro domande. Secondo le notizie di stampa due vengono scartate perché carenti di requisiti. Ma quali visto che nel bando non erano richiesti? Una terza concorrente pare abbia rinunciato. Allora che si fa? Si nomina uno che neppure ha presentato domanda. Niente di personale ovviamente nei confronti del collega ma non stiamo parlando della presidenza della bocciofila San Lorenzo. Stiamo parlando di una Società che appartiene ai cittadini cremaschi, dove la logica commerciale è destinata a fare i conti con gli interessi sociali, con gli interessi della comunità. E allora il metodo, a partire dalle nomine, non è pura forma ma sostanza. I criteri della scelta non sono stati resi noti come non sono stati resi noti i motivi dell’esclusione della quarta candidatura: la mia. Allora mi premetto di dirli io: perché da sempre, come tanta parte della città, opposizione ma anche maggioranza e tanti tanti cittadini che hanno a cuore il bene comune, penso che il sistema delle cosiddette partecipate, che partecipate non sono, vada profondamente rivisto nelle strutture e nei metodi, anche alla luce delle modifiche normative,  spazzando via le posizioni di rendita e di comodo. E allora il sindaco ha fatto bene ad escludermi: perché di fronte a certi metodi vergognosi, come questa vicenda dimostra, non avrei mai piegato la testa.

Rosaria Italiano, avvocato

 

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