Cronaca
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Pistola giocattolo e mazza in pugno:
baby gang irrompe in abitazione
In 7 denunciati per rapina

Baby gang smantellata dai carabinieri grazie ad un’indagine lampo. Sette giovanissimi, di cui tre ancora minorenni, quasi tutti studenti, sono stati denunciati dai militari dell’Arma in quanto ritenuti responsabili di concorso in rapina aggravata, porto abusivo di armi e di altri oggetti atti all’offesa. Accuse pesantissime, riscontrate nei loro confronti dagli uomini del capitano Antonio Savino che in pochissime ore hanno fatto luce su un episodio assai inquietante avvenuto lo scorso 28 dicembre in un paese del Cremasco.

L’AGGRESSIONE

Erano, infatti, le 23 di giovedì scorso, quando la banda si è presentata nell’abitazione di un imprenditore della zona. I sette, armati di pistola, mazza in legno e martello, hanno fatto irruzione nella casa dove si trovavano il figlio dei proprietari con altri tre amici. Un blitz in piena regola, come si usa nei regolamenti di conti fra bande.

IL BOTTINO

Con la forza la baby gang si è fatta consegnare due pipe in vetro conosciute come “roor”, spesso utilizzate per fumare stupefacenti. Valore commerciale, circa 1400 euro. Dopo aver fatto cenno, con tono minaccioso, ai quattro malcapitati di non raccontare l’episodio a nessuno, i bulli se ne sono andati senza trovare alcuna resistenza.

Solo all’indomani una delle giovani vittime del raid, accompagnata in caserma dai genitori, ha raccontato ai militari quanto accaduto in quell’abitazione.

LE PERQUISIZIONI

I carabinieri di Camisano hanno acquisito i dettagli del blitz, incoriciato il racconto con i riscontri esito di una breve indagine e, coadiuvati dai colleghi di Pandino, Romanengo e Rivolta d’Adda, hanno fatto scattare le perquisizioni nelle case dei sette presunti colpevoli. È là che hanno recuperato le due pipe frutto della rapina, nascoste nei locali dove vive un diciottenne appartenente alla banda, e due pistole giocattolo prive del tappo rosso, una delle quali molto probabilmente utilizzata durante l’aggressione.

Dei sette indagati, tre sono stati segnalati anche per uso di sostanze stupefacenti; uno solo, invece, è risultato essere già noto alle forze dell’ordine per le sue intemperanze anche prima dell’episodio di mercoledì.

Un episodio, quello attorno al quale i carabinieri ancora stanno indagando, inquietante per un territorio che non è certo abituato a questo genere di scontri fra bande, tipici delle aree metropolitane.

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