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Metalmeccanico, un 2011 da dimenticare:
nel Cremasco 873 cassintegrati
Cattaneo (Fim-Cisl): “Necessario un nuovo
patto territoriale per l’occupazione”

Sul finire del 2011 è tempo di bilanci. Quello del settore metalmeccanico cremasco è drammatico. E la situazione non cambia se riferita all’intera provincia. Tolto i primi mesi del 2011 dove si è assistito ad una piccola ripresa, si è precipitati nel baratro in modo particolare dal secondo semestre del 2011. I numeri sono preoccupanti: nella provincia – secondo i dati della Fim Cisl -, dal 1 aprile 2011 al 31 dicembre 2011, gli ammortizzatori sociali sono stati utilizzati in 109 aziende fra le oltre 250, con presenza di iscritti fin per un totale di 2730 dipendenti. Di questi ultimi sono state coinvolte 2082 persone. In sette casi si è ricorso alla mobilità, in due ai contratti di solidarietà. Nelle altre situazioni si è utilizzata la cassa integrazione ordinaria (51 aziende), la cassa integrazione straordinaria (3 aziende) ed il resto in deroga. «Il dato basso della straordinaria – ha spiegato Omar Cattaneo, Segretario Generale Fim Cisl Cremona – non deve tuttavia ingannare, poichè sono aziende che avendo superato il quinquiennio previsto dalla legge possono usufruire di una seconda cassa integrazione straordinaria».
Il totale di settimane di cassa ordinaria o straordinaria richieste sono 1736 mentre ammonatano a 159.280 le ore di cassa in deroga. Le aziende coinvolte spaziano da un minimo di un dipendente ad un massimo di circa 280 lavoratori, comprendendo, quindi, sia realtà artigiane, che industriali, siano esse legate alle piccole medie imprese che a Federmeccanica. La motivazione più ricorrente è la mancanza di commesse; in alcuni casi si cita la crisi aziendale e la chiusura o messa in liquidazione della società.

Crema ed hinterland sono stati coinvolti 873 lavoratori su un totale di 1228 addetti interessati per un totale di 868 settimane utilizzando cassa integrazione ordinaria (cigo) o straordinaria (cigs) e 98796 ore per cassa in deroga, a Castelleone ed hinterland coinvolti 119 dipendenti su un totale di 186 lavoratori per 241 settimane utilizzando cigo o cigs e 26120 ore per cassa in deroga; a Cremona 810 lavoratori coinvolti su un totale di 1016 per 420 settimane per cigo e cigs e 23096 per cassa in deroga; a Casalmaggiore 280 lavoratori coinvolti su un totale di 300 dipendenti per 207 settimane utilizzando cigo o cigs e 11268 ore per cassa in deroga.

Il 2012 non parte sicuramente sotto buoni auspici. Diverse aziende, fra le quali compaiono società che fino ad oggi avevano resistito alla crisi, stanno richiedendo incontri nel primo periodo dell’anno per utilizzare ammortizzatori sociali, in particolare la cassa in deroga. «L’instabilità di mercato ed il continuo tentativo di abbattere i costi – commenta Omar Cattaneo – ci consegna un nuovo anno intriso di pericoli. Non giova alla situazione l’ultima manovra del Governo: ci dobbiamo confrontare con un innalzamento dell’età pensionabile non condivisibile, che grava ancora sui lavoratori senza distinguo di sorta, che porta a penalizzazioni ingiustificabili  e, di conseguenza, al rischio di implosione nel settore, mancano differenziazioni necessarie a garantire una gradualità all’uscita pensionistica legata alla mansione svolta ed alla sua incidenza psico fisica».

«Serve una nuova politica sindacale – conclude Cattaneo – che miri non solo a mantenere, ma a rilanciare l’occupazione. Ciò si può realizzare attraverso un forte patto sociale territoriale che  renda la nostra provincia maggiormente appetibile a nuovi investimenti. E’ necessario affrontare una nuova stagione di contrattazione che diano, nel nostro settore in particolare, prospettive di rilancio portando le aziende ad essere non solo strumento per fare profitto, ma fonte di stabilità sociale».

 

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