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Meno spettacoli, più qualità:
ecco la cura anticrisi
della Fondazione San Domenico
Il bilancio 2011 chiude in attivo

– Nella foto Giulio Giordano uno spettacolo al teatro San Domenico

 

Un’ottima annata, quella della Fondazione San Domenico. Il bilancio, presentato dal presidente Umberto Cabini alla Commissione Garanzia presieduta da Vincenzo Cappelli, parla chiaro: l’anno 2010/2011 si è concluso con un attivo di 12 mila euro. Una sorpresa positiva e quasi inaspettata considerando l’ormai perpetuo fantastma della crisi, che già l’anno scorso aveva fatto parlare di sé in occasione della chiusura di bilancio avvenuta con una perdita di 7 mila euro. La flessione aveva portato a riorganizzare l’offerta culturale puntando sulla qualità; una scelta che ha costretto i responsabili a snellire il ventaglio di proposte eliminando qualche evento dalla programmazione e lasciando in cartellone “gli irrinunciabili”.

LA SOLUZIONE ALLA CRISI

Soluzione sofferta ma azzeccata: “La qualità paga sempre”, commenta senza riserve il presidente della Fondazione San Domenico Umberto Cabini, che ha riscontrato un netto aumento degli indici di presenza a teatro nel corso dell’ultimo anno, segno che il pubblico ha saputo apprezzare e valorizzare l’offerta nonostante la riduzione delle aperture. Già riconfermati senza alcuna variazione rispetto agli anni precedenti i contributi comunali per il teatro San Domenico e per l’Istituto Civico Musicale Folcioni, che per l’anno venturo possono contare sul successo della linea gestionale intrapresa puntando ancora una volta sulla qualità. I tagli nei trasferimenti imposti dalla cura Monti, dunque, non toccheranno il rapporto in essere del Comune con la Fondazione San Domenico.

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