Cronaca
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Perri sotto ricatto, la sua assenza
e quella di Bruttomesso studiate
per far saltare il numero legale
e far passare il silenzio-assenso
sulla gestione mista

Altro che bel gesto, ci sarebbe una vergognosa storia di ricatti politici dietro il documento di Perri e Bruttomesso sulla non partecipazione all’assemblea dei sindaci sulla gestione del ciclo idrico. Gli interessi in gioco sono pesanti. Infatti se alla conferenza dei sindaci verrà meno il numero legale (manca già una bella fetta di abitanti senza i rappresentanti di Cremona e Crema) per effetto dell’articolo 48 della legge  26 del 2003, poichè domani saranno passati trenta giorni dalla proposta e non è arrivato dall’assemblea nessun parere, verrà esercitato il silenzio-assenso sulla proposta del Cda per la gestione mista che di fatto passerebbe. Altro che golpe inatteso del Cda dell’Ato di mercoledì sera, la regia è stata ben studiata per ingabbiare referendum e parere dei sindaci. Gli uomini vicini a Salini in consiglio comunale (nove) hanno puntato la loro “pistola politica” alla tempia di Perri minacciando di farlo cadere se avesse insistito nella sua posizione contraria alla proposta del Cda dell’Ato. E così è stato. Dandogli però la possibilità di una uscita dignitosa con un documento che gli salvasse l’immagine ma che allo stesso tempo permettesse di portare a casa il progetto che sta a cuore a Salini. Ma la notte è ancora lunga e non sono improbabili nuovi colpi di scena.

 

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