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Scuole, “posizione divisiva
è quella dei cremonesi”

“Le posizioni divisive non sono dei sindaci cremaschi, bensì di tutto lo schieramento cremonese sia di maggioranza sia di opposizione, che ha rifiutato fino all’ultimo con ostinazione una corretta richiesta di rinvio per approfondire e confrontarsi”. L’appunto è di Aldo Casorati, sindaco di Casaletto Ceredano, ed è rivolto alla minoranza consiliare di Crema.

Quello del riordino degli istituti scolastici provinciali è un tema tutt’altro che dimenticato. Nei giorni scorsi la minoranza è tornata ad interpellare l’amministrazione cremasca con una mozione urgente nella quale chiedono la convocazione della conferenza dei servizi. Passaggio incriminato del documento è quello in cui i firmatari prendono le distanze dalle “posizioni assunte da alcuni sindaci cremaschi volte a far prevalere le posizioni divisive rispetto a proposte da condividere in modo trasversale”.

Come osserva Casorati, “dimenticando il lavoro e gli interventi dei sindaci cremaschi su questo preciso tema, risulta inequivocabile la richiesta dei sindaci consiglieri provinciali cremaschi di rimandare la votazione – la proposta di riordino andava infatti assunta entro ottobre 2016, per partire dall’anno scolastico 2017 – e concordare una proposta da condividere previo confronto con tutti gli attori coinvolti”. Ne consegue che “la posizione divisiva è stata assunta dal presidente Vezzini con l’appoggio di tutti i consiglieri cremonesi e casalaschi appartenenti a tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione presenti in consiglio provinciale”. L’accettazione della proposta di rinvio avanzata dai primi cittadini cremaschi avrebbe evitato “tante inutili discussioni e perdite di tempo. Questa, in sintesi, sarebbe la saggia conclusione dell’uomo della strada – conclude Casorati – che induce tutti a meditare”.

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